Addio ai trasporti “Tundo”: Regione pronta a rescissione contratto

La Regione sarà al fianco dei Comuni, sia dal punto di vista amministrativo sia economico, nel percorso per la sospensione e la rescissione del contratto per il trasporto scolastico stipulato con la ditta Tundo, dopo i disservizi o la mancata erogazione dei servizi verificatisi negli ultimi due anni.

L’Amministrazione regionale sta quindi lavorando con gli enti locali, i quali sono chiamati ad esprimere formalmente la volontà di rescindere l’affidamento all’impresa leccese, di modo da avviare l’iter per la risoluzione del contratto quadro stipulato in base alla gara europea bandita dalla Centrale unica di committenza.

È questa, in sintesi, la posizione espressa dell’assessore regionale al Patrimonio durante la riunione odierna della Prima commissione consiliare, incentrata sul servizio di trasporto scolastico regionale e in particolare sulle criticità verificatesi nei rapporti tra i Comuni e la ditta Tundo srl.

Evidenziando le difficoltà legate al reperimento di autisti e mezzi in seguito alle necessarie azioni di potenziamento del trasporto pubblico locale per la pandemia, l’esponente della Giunta ha ribadito che la Regione sta supportando i Comuni per l’attuazione di soluzioni alternative, di modo da non penalizzare i ragazzi che sono da poco tornati sui banchi di scuola. In alcune zone, come a Fogliano e Ronchi dei Legionari e nell’area pordenonese, sono già stati individuati servizi alternativi per trasportare i ragazzi negli istituti scolastici ed entro un paio di settimana dovrebbero essere risolte allo stesso modo anche le criticità registrate nei comuni del Friuli centrale.

L’assessore ha inoltre spiegato che è previsto un intervento finanziario a favore dei Comuni che hanno sostenuto maggiori spese, come dimostra lo stanziamento di 500mila euro nella Legge di bilancio su un Fondo destinato proprio a questo obiettivo, che verrà ulteriormente implementato nel prossimo assestamento al fine di rispondere alle necessità degli enti locali.

Nel corso della riunione è stato ribadito che la definizione della gara d’appalto che ha portato all’assegnazione dell’incarico alla ditta Tundo da parte della Cuc è avvenuta nel pieno rispetto del Codice degli appalti nazionale tarato su realtà di dimensioni e caratteristiche diverse dal Friuli Venezia Giulia, sul quale per altro la Regione non ha alcun potere d’intervento.

I disservizi generatisi in seguito a tale appalto non si sono ripetuti nella seconda gara per il servizio di trasporto scolastico perché, anche attraverso il cambio della governance della Cuc con l’introduzione di personale di grande esperienza specifica nel settore, sono stati ridefiniti i parametri per l’assegnazione dell’incarico.

Da una valutazione effettuata prevalentemente in base a criteri economici si è passati a un modello che privilegia in maniera decisa la qualità, la quale ha inciso per il 70% della valutazione complessiva, e consente rialzi d’asta proprio in base a questo. Rispetto alla precedente che vide la pressoché totale mancanza di adesione da parte delle imprese locali, per la seconda gara d’appalto la partecipazione delle aziende locali o per lo meno del Nord Est è stata rilevante e il servizio è già partito con successo in numerosi comuni, con soddisfazione sia da parte delle amministrazioni sia delle aziende.

L’assessore ha infine spiegato che i disservizi con la Tundo si sono verificati in piena pandemia e questo ha reso più complesso e rischioso del punto di vista legale avviare la procedura di rescissione del contratto durante l’emergenza. Ora la situazione è cambiata e di conseguenza la Regione ha adottato le misure necessarie per risolvere definitivamente il problema tutelando comuni e cittadini.

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