Banchi a rotelle rifiutati, indaga La Corte dei Conti. Rassegna stampa 29 aprile

Dovevano servire a garantire il distanziamento tra gli alunni e la riapertura delle scuole in sicurezza, invece giacciono inutilizzati in alcuni magazzini situati in diverse parti d’Italia. È questo il destino di migliaia di banchi a rotelle, che si sono trasformati da strumenti fondamentali di contrasto alla pandemia a monumento allo spreco.

L’episodio più clamoroso è quello che riguarda i 600 banchi a rotelle accatastati in un magazzino in provincia di Padova, ancora avvolti dal cellophane. A raccontare quanto accaduto, pochi giorni fa, è stato un servizio del Tg5,  in cui il vice presidente della Provincia, il forzista Vincenzo Gottardo, puntava il dito contro l’ex commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri e l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Ma quanto accaduto a Padova, come emerso nei giorni successivi, non è stato provocato da un controverso acquisto da parte della struttura commissariale guidata da Arcuri: a giocare un ruolo è stato infatti anche la stessa provincia di Padova, ovvero l’ente che Gottardo rappresenta. Questa, infatti, ha comprato a sua volta dei banchi dagli stessi fornitori, attraverso fondi europei.

Al danno si è aggiunta quindi la beffa: le sedute sono state acquistate due volte, a testimonianza del caos in cui è precipitata l’amministrazione italiana durante i primi mesi della pandemia.

Ma a cosa è stato dovuto questo doppio acquisto? Dopo la gara indetta lo scorso luglio dalla struttura commissariale per l’acquisto dei banchi a rotelle, ad agosto 2020 gli istituti e i dirigenti scolastici erano chiamati a esprimere l’eventuale fabbisogno. In provincia di Padova, per un totale di 42 istituti, vengono chiesti 3.745 banchi.

Di questo e molto altro abbiamo parlato questa mattina durante la rassegna stampa in diretta delle ore 6:30 che è possibile riascoltare qui sotto oppure in replica sul canale 15 del digitale terrestre alle ore 16:30.

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