Bibione numeri da record: con l'”altra stagione” cresce l’economia dell’entroterra

Si chiude in positivo la stagione 2021 a Bibione. Per quanto riguarda il commercio (somministrazioni), ricettività e accessi ai servizi della spiaggia si registrano percentuali superiori addirittura al 2019. La tassa di soggiorno nel mese di agosto di quest’anno registra il 15 per cento in più di entrate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Così come i due Passi barca usati da oltre 100mila passeggeri e gli accessi al faro che hanno superato gli 80 mila accessi, anche in questo caso con numeri superiori a due anni fa e consideriamo che si tratta di offerte alternative alla spiaggia. Numeri che l’amministrazione comunale di San Michele al T./Bibione guarda con soddisfazione con l’obiettivo di migliorarsi perché oggi più che mai è fondamentale “Offrire un prodotto di qualità ad un turista che ha sempre più esigenze”.

L’”ALTRA STAGIONE” E’ GIA’ INIZIATA – Nei fine settimana di settembre difatti oltre 50 cicloturisti al giorno fanno colazione o consumano un pranzo o spuntino veloci nei bar dell’entroterra. Nei giorni feriali lungo i 90 chilometri di piste ciclabili del territorio sanmichelino transitano quotidianamente oltre un centinaio di bikers. Questi nuovi “clienti” sono gli amanti della bicicletta che percorrono le piste ciclabili dell’entroterra di San Michele al T./Bibione. Da un’indagine condotta dall’amministrazione comunale (confermata anche da report nazionali) si tratta di persone dotate di buona capacità di spesa che per un esercizio pubblico possono rappresentare circa un più 10 per cento del loro fatturato. Non è un caso se i dati del rapporto “Bike summit 2019” confermano che l’economia del turismo in Italia delle due ruote vale quasi 12 miliardi, con un aumento dei cicloturisti del 41 per cento in cinque anni.

UN TERRITORIO E LA SUA STORIA – Non solo mare e spiaggia. Il territorio sanmichelino ha una sua storia. I turisti infatti potranno vistare l’area dove esisteva Villa Zuzzi nell’entroterra distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Qui oggi si trova un bunker costruito nel 1950 in piena Guerra Fredda dopo che l’Italia era entrata nel Patto Atlantico. Una forma di difesa realizzata per timori di possibili (ipotetiche) invasioni dall’Est Europa quando il pianeta era diviso in due blocchi, caratterizzati dalla superpotenza statunitense e quella sovietica. La loro funzione cessò con la caduta del Muro di Berlino avvenuta nel novembre del 1989. E per questo motivo l’amministrazione comunale ripropone le visite al bunker gratuite, a Villa Ivancich (ex sito adibito a suo tempo ad ospedale militare) oltre al cimitero austro-ungarico. Queste tappe rappresentano un circuito turistico denominato “Le guerre del 900”.

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