Caso Regeni, Moretuzzo: «La sentenza di Roma è un punto fermo sulla verità»

Tuttavia, osserva, inserisce nella storia giudiziaria un elemento che «nessuno potrà ignorare».

29 settembre 2026 16:38
Caso Regeni, Moretuzzo: «La sentenza di Roma è un punto fermo sulla verità» -
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TRIESTE - La sentenza della Corte d’Assise di Roma sul caso di Giulio Regeni viene definita da Massimo Moretuzzo come un passaggio decisivo nella ricostruzione giudiziaria dei fatti. Il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, intervenendo dopo la decisione dei giudici romani sul caso del ricercatore friulano, parla di un «punto fermo» affidato alla verità giudiziaria dopo anni segnati, a suo giudizio, da omissioni e ostacoli.

Moretuzzo sottolinea che il verdetto «rappresenta un passaggio importante» perché consegna alla giustizia fatti rimasti troppo a lungo in una zona d’ombra. Secondo il consigliere regionale, il risultato arriva anche grazie alla tenacia con cui la famiglia Regeni ha continuato a chiedere verità e giustizia, senza arretrare di fronte al silenzio.

In un altro intervento sullo stesso verdetto, [omissis]

Il significato politico del verdetto

Per Moretuzzo, la sentenza non cancella il dolore dei familiari né chiude tutte le domande ancora aperte sulla vicenda. Tuttavia, osserva, inserisce nella storia giudiziaria un elemento che «nessuno potrà ignorare».

Il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg lega poi il nome di Regeni ai temi della libertà di ricerca, del valore della conoscenza e del diritto di cercare e raccontare la verità senza paura. In questa chiave, aggiunge, la vicenda del ricercatore non riguarda soltanto la sua famiglia o la comunità di provenienza, ma l’intera collettività.

La richiesta alle istituzioni italiane ed europee

Nelle dichiarazioni diffuse il 29 settembre, Moretuzzo chiede che la verità giudiziaria emersa dalla sentenza non resti priva di effetti concreti. Il riferimento è al ruolo che, a suo avviso, devono assumere le istituzioni italiane ed europee dopo la decisione della Corte d’Assise di Roma.

Secondo il consigliere regionale, la credibilità delle democrazie si misura anche nella capacità di non arretrare quando sono in gioco i diritti umani, la giustizia e la tutela delle libertà fondamentali.

Lo stesso Moretuzzo ha definito la decisione dei giudici romani un punto fermo sulla verità nel procedimento sul caso Regeni.

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