Rame rubato al cimitero di Cordenons, il DNA lo identifica: 64enne catturato in Polonia
Furto di rame al cimitero di Cordenons: 64enne identificato grazie al DNA, arrestato in Polonia ed estradato. Deve scontare tre anni.
CORDENONS (PN) – È stato rintracciato in una località polacca vicina al confine con l’Ucraina e riportato in Italia per scontare tre anni di reclusione. Si è conclusa così la fuga di S.S., cittadino ucraino di 64 anni, condannato in via definitiva per il furto di rame compiuto nel 2013 al cimitero di Cordenons, in provincia di Pordenone.
A collegarlo all’incursione erano state le tracce di DNA raccolte sul luogo del furto, insieme ad altri riscontri tecnici. L’uomo aveva lasciato il territorio italiano, facendo perdere le proprie tracce e rendendosi latitante.
L’estradizione è stata portata a termine dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Pordenone, in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone.
La condanna definitiva e la pena da scontare
Il provvedimento riguarda una condanna definitiva per furto aggravato in concorso. Il 64enne deve espiare una pena residua di tre anni di reclusione, alla quale si aggiungono 1.000 euro di multa e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Il trasferimento in Italia dà quindi esecuzione alla condanna per il raid nel cimitero, la cui ricostruzione aveva trovato un elemento determinante negli accertamenti scientifici.
Il raid sulle cappelle funerarie nel 2013
La banda entrò in azione nella notte tra il 25 e il 26 aprile 2013. Dopo essersi introdotti nel cimitero di Cordenons, i responsabili si arrampicarono sui tetti delle cappelle funerarie e asportarono circa 80 metri quadrati di coperture in rame.
L’incursione provocò pesanti conseguenze per le strutture: il danno venne stimato in oltre 10.000 euro.
Le tracce biologiche e gli altri riscontri
Un passaggio decisivo delle indagini fu il lavoro degli specialisti della SIS, la Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Pordenone. Gli accertamenti sulla scena del crimine consentirono di raccogliere le tracce biologiche dalle quali venne isolato il profilo genetico del 64enne.
A questi elementi si aggiunse l’esame di ulteriori dati tecnici, che confermò la presenza dell’uomo nell’area e contribuì ad accertarne il coinvolgimento nel furto.
Dopo i fatti, il responsabile si era allontanato dall’Italia per sottrarsi alle proprie responsabilità, dando inizio alla latitanza.
Il rintraccio in Polonia e il trasferimento in carcere
Le ricerche della Squadra Catturandi dei Carabinieri hanno condotto a Hermanowice, piccolo centro nel distretto polacco di Przemyśl, a ridosso del confine ucraino.
Qui il ricercato è stato individuato e arrestato dalle autorità locali sulla base di un Mandato di Arresto Europeo. È stato quindi scortato in Italia a bordo di un volo di linea partito da Cracovia.
Arrivato ieri all’aeroporto di Roma Fiumicino, una volta completate le formalità previste, il 64enne è stato accompagnato alla Casa circondariale di Rieti, dove sconterà la pena residua.