Coronavirus, Lignano e Grado: “a rischio tutta la stagione estiva”

Secondo Giacomelli, Basso e Barberio, "è necessario piuttosto apprestare un provvedimento che ripristini la vecchia Naspi per tutti i mesi in cui gli stagionali non lavorano e non solo per tre mesi, com'è previsto adesso. Questo è l'unico modo per essere certi di coprire tutte le mensilità di disoccupazione".

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Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia interviene con una nota a difesa dei lavoratori stagionali, “una categoria da sempre svantaggiata – scrivono i consiglieri -, che verrà particolarmente colpita dall’epidemia da Coronavirus”.

“L’attività di queste persone – ricordano Claudio Giacomelli, Alessandro Basso e Leonardo Barberio – si caratterizza per l’alternarsi di periodi di attività lavorativa a periodi di fermo, in corrispondenza di eventi intrinsecamente connaturati all’attività (ad esempio concentrazione dei flussi turistici in alcuni mesi dell’anno). Nella nostra regione, i lavoratori stagionali sono circa 7.000 nel periodo luglio-agosto e circa 3.500 nell’arco di tutto il resto dell’anno.”

“Mentre la stagione invernale è definitivamente compromessa – osservano i tre rappresentanti regionali di Fratelli d’Italia -, la stagione primaverile è iniziata. Certamente le vacanze di Pasqua sono già perse e anche la Pentecoste, che tradizionalmente vede l’arrivo a Grado e a Lignano di moltissimi cittadini tedeschi e austriaci, è a rischio. Come evidentemente è a rischio tutta la stagione estiva”.

“Il decreto Cura Italia – spiegano – ha inserito tra i destinatari della somma di 600 euro anche i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto legge, ma per questa categoria il contributo ha un tetto di 103 milioni per cui certamente molti ne rimarranno esclusi”.

Secondo Giacomelli, Basso e Barberio, “è necessario piuttosto apprestare un provvedimento che ripristini la vecchia Naspi per tutti i mesi in cui gli stagionali non lavorano e non solo per tre mesi, com’è previsto adesso. Questo è l’unico modo per essere certi di coprire tutte le mensilità di disoccupazione”.

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