Didattica a Distanza: i rappresentanti degli studenti creano sondaggi e si confrontano

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Didattica a distanza: i rappresentati degli studenti di alcune scuole del Veneto e del Friuli si confrontano per portare delle proposte nelle rispettive regioni, sul tema.

In cinque giorni due sondaggi diffusi, uno preliminare e uno definitivo che insieme hanno registrato un’affluenza di circa 12.000 risposte.

La preoccupazione più grande: gli assembramenti sui mezzi di trasporto e l’insicurezza negli ambienti scolasticiDidattica a Distanza e rientro a scuola.

Una questione in bilico da mesi e di non facile soluzione, andando a toccare tematiche delicate e sensibili come il diritto alla salute, il diritto alla socialità dei ragazzi, il diritto allo studio (in presenza) e i problemi legati alla strumentazione per effettuare la didattica a distanza.

Sulla scia di queste problematiche, è partita da una manciata di studenti delle scuole portogruaresi: Mattia Lanzarini, Giulia Di Bonito, Roberto Gjuraj, Clara Michelini, Riccardo Levorato, Giada Meret, Giovanna Mattiussi e Giuseppe Di Leo, attraverso delle risposte in forma anonima a un questionario, per giungere a delle considerazioni, delle proposte e successivamente soluzioni da presentare agli uffici scolastici regionali.

«Nella settimana tra il 18 e il 24 gennaio – ci spiega uno dei promotori dell’iniziativa – i rappresentanti d’istituto delle scuole secondarie di secondo grado di Portogruaro, stanchi della situazione in cui si ritrovano tutti gli studenti da ormai un anno, si sono uniti per stilare un sondaggio rivolto attualmente agli alunni delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia riguardante la DAD e l’eventuale rientro a scuola ancora da decidere definitivamente, per poi successivamente espandersi in tutta Italia».

Dal portogruarese, l’iniziativa si è poi allargata alle scuole secondarie di secondo grado di Mirano, Venezia, San Donà di Piave e delle province di Treviso, Udine, Padova e Pordenone. Nei primi cinque giorni dall’apertura del sondaggio le risposte sono arrivate da oltre 9.000 studenti, a sottolineare quanto per i giovani alunni l’istruzione sia una questione seria e sentita.

Dalle più semplici informazioni sulla tipologia di istituto frequentato e la classe, alle più specifiche come l’efficacia della DAD per il proprio apprendimento. Dalle difficoltà incontrate (dispositivi elettronici, connessione insufficiente), all’aspetto psicologico, da non tralasciare.

A chiudere il questionario infatti, è proprio quest’ultima sfera quella toccata, attraverso i quesiti:-Saresti favorevole ad un eventuale ritorno in presenza con le adeguate precauzioni?-Cosa ti spaventa maggiormente di un possibile rientro a scuola?

Tematiche serie e di assoluta importanza durante questa pandemia, dunque, affrontate con maturità e propositività dai rappresentanti d’istituto coinvolti e da ogni classe coinvolta.

Ad oggi il dato che più fa riflettere è che gli studenti esprimano al 60% circa la loro voglia di ritornare sui banchi di scuola, ma in una domanda successiva, ovvero, se fossero disposti a farlo adesso, il NO segna il livello sul 70%, è chiaro come i ragazzi vogliano tornare a scuola, ma non si sentano sicuri, ciò rappresenta un dato non trascurabile.

«Lo scopo principale di questa iniziativa è quella di conoscere una volta per tutte il vero pensiero degli studenti, attraverso un’indagine semplice e mirata. Una volta analizzati i risultati del questionario – dichiara nuovamente uno dei promotori dell’iniziativa – tramite gli uffici scolastici, contiamo di farli arrivare ai vertici dell’istruzione pubblica della Regione per dimostrare come gli studenti della zona siano attivi e sensibili riguardo alla situazione assai complicata che vivono da un anno».”

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