Emma, 12 anni: operata al rene a Padova e salvata

PADOVA. Due anni fa, affidandosi all’istinto, mamma Arianna e papà Riccardo – residenti a Piazza Armerina in Sicilia – sottopongono la figlia Emma a un controllo di routine. La diagnosi è terribile: insufficienza renale cronica, con previsione di dialisi e trapianto.

Emma entra in lista, e la chiamata arriva da Padova dopo circa 6 mesi: c’è un organo compatibile, bisogna correre. Sembra impossibile: non ci sono voli.

La mamma disperata chiama un conoscente poliziotto che dà il via a una staffetta solidale tra Istituzioni. Tempo 5 ore la famiglia decolla da Catania e una volta giunta a Padova entra in sala operatoria pronta a ricevere un organo in arrivo da Udine.

L’intervento dura sei ore, con esito positivo.
Ma la solidarietà in questa vicenda è arrivata da molte parti: addirittura una Associazione ha messo a disposizione un appartamento, in cui la famiglia è ancora alloggiata assieme ad Emma, dimessa il 29 settembre. Intanto la ragazza ha continuato a studiare, con gli insegnanti della Pediatria e ora in Dad.

«Una settimana prima dell’arrivo della telefonata era mancata la nonna paterna – raccontano i genitori – ed Emma ci aveva chiesto se, qualora fosse arrivata una telefonata improvvisa per lei, potesse considerarsi un miracolo, un dono divino, un regalo di nonna dal cielo. Ecco, quella telefonata miracolosa, pochi giorni dopo ci è piombata addosso, stravolgendo la nostra vita».

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