Ingresso impedito in Slovenia agli italiani, ma “loro entrano senza controlli sanitari”

Novelli:"Ho scritto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per fargli presente l'intollerabile comportamento del governo sloveno"

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Si dice molto amareggiato l’Onorevole Roberto Novelli mentre apprende il continuo blocco dei cittadini italiani al confine con la Slovenia.

Ciò che ancor di più fa riflettere è il fatto che gli stessi sloveni possano comunque entrare in Italia dello stesso varco senza nemmeno un controllo sanitario.

Ecco le sue parole in una nota stampa.

Ho scritto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per fargli presente l’intollerabile comportamento del governo sloveno, che impedisce l’ingresso ai cittadini italiani al confine di Stupizza, mentre gli sloveni che vogliono entrare in Italia dallo stesso varco possono farlo, senza neanche un controllo sanitario…

Di seguito il testo della lettera ⬇

Al Ministro degli Affari Esteri
e della Cooperazione Internazionale
Luigi Di Maio

Oggetto: Violazione di accordi di Schengen e sollecitazione per una dislocazione da parte dell’Italia di presidi di controllo sanitario ad ogni valico di confine con la Slovenia

Gent.mo Ministro,
Intendo sottoporLe una questione che mi sta particolarmente a cuore, per ragioni di appartenenza a un territorio italiano di confine che in questi giorni, oltre a vivere la drammatica crisi per il contagio da Coronavirus, si trova a subire taluni comportamenti palesemente discriminatori da parte di un paese amico e confinante.

Mi riferisco ad alcuni episodi verificatisi nei giorni scorsi, in particolare sul valico di prima categoria di Stupizza in provincia di Udine (Friuli Venezia Giulia), ai danni di un commerciante italiano all’ingrosso diretto a Caporetto per la consegna della propria merce, il quale è stato respinto alla frontiera, mentre altri commercianti sloveni si trovavano a Udine per effettuare i propri acquisti senza alcuna restrizione o controllo sanitario.

E’ utile segnalare che, lo scorso 11 marzo, il governo sloveno ha chiuso anche con barriere murarie e fisiche gran parte dei valichi, compreso quello di prima categoria di Stupizza-Pulfero. Successivamente, a seguito delle proteste dei sindaci del Caporettaneo, tale varco è stato riaperto, ma solo per chi entra in Italia.

Il 24 marzo scorso, un commerciante ortofrutticolo italiano avrebbe dovuto consegnare un carico di merce a un ristoratore di Caporetto, ma arrivato al confine di Stupizza è stato fermato dalla polizia slovena che gli ha comunicato che per gli italiani è stato interdetto l’ingresso in Slovenia e gli hanno intimato di ritornare sul suolo italiano, dove avrebbe potuto effettuare la consegna al ristoratore.

Nella stessa giornata del 24 marzo, alcuni commercianti sloveni si trovavano al mercato ortofrutticolo di Udine per acquisti, altri hanno effettuato consegne di pane nei discount del cividalese, altri ancora hanno consegnato legna da ardere. Dai fatti descritti emerge una palese discriminazione: gli italiani non possono recarsi in Slovenia, se non attraverso il valico di Sant’Andrea – distante decine di chilometri – e dopo accertamenti sullo stato di salute, mentre gli sloveni, siano essi commercianti o lavoratori transfrontalieri, possono entrare in Italia utilizzando tutti i valichi e sostanzialmente senza controlli sanitari.

Inoltre, per quanto riguarda il transito merci, la Slovenia permette esclusivamente l’accesso a mezzi che trasportano prodotti destinati al mercato interno sloveno ma costringe i trasportatori a concentrarsi nei pochissimi valichi aperti.
Per quanto concerne l’ingresso in Italia, al contrario, non risultano limitazioni o verifiche, in particolar modo sul versante sanitario, come il controllo della temperatura corporea che invece sarebbe utile effettuare agli ingressi.

Alla luce dei fatti esposti, appare evidente come la Slovenia stia violando gli accordi di libera circolazione delle merci e delle persone, in special modo l’accordo di Schengen, uno dei pilastri della costruzione europea. E’ comprensibile che, nell’attuale contingenza contrassegnata da una grave emergenza sanitaria per il contagio del coronavirus, possano crearsi dei disagi, e tuttavia, occorre che talune limitazioni siano giustificate unicamente da misure di cautela e sanitarie, ai fini del contenimento della diffusione del Covid-19; mentre restano inaccettabili decisioni unilaterali che possano limitare o bloccare il trasporto delle merci e che, di fatto, discriminano i soli cittadini ed operatori economici italiani.

Confidando che anche Lei Signor Ministro – quale alto rappresentante del nostro Paese all’estero e garante della rispettabilità dell’Italia nelle relazioni bilaterali – possa condividere la medesima mia preoccupazione circa il trattamento discriminatorio nei confronti dei cittadini italiani da parte delle autorità slovene. La pregherei, pertanto, di intervenire tempestivamente per porre fine a comportamenti ingiustificati da parte di un paese che ha aderito ad accordi e a regole fondanti la nostra stessa casa comune, l’Unione europea.

In aderenza con quanto predisposto di recente dalla Commissione europea, che ha messo in campo misure importanti come la chiusura delle frontiere esterne dell’Unione e l’adozione di linee guida per la gestione dei confini interni per salvaguardare il mercato interno, occorre che gli Stati della Ue si impegnino a mantenere aperte le frontiere interne al commercio necessario alla libera circolazione dei prodotti per i bisogni primari, affinché nessuna attività all’interno dei confini dell’Unione possa cadere preda di ostilità durante questa particolare fase di emergenza e di difficoltà, nel rispetto delle misure sanitarie necessarie al contenimento del Coronavirus.

Per tali ragioni, mi permetto di chiederLe di trasmettere al governo sloveno il disappunto italiano per le limitazioni imposte ai nostri confini e, al contempo, di dislocare i necessari presidi di controllo presso tutti i valichi tra l’Italia e la Slovenia per le verifiche sanitarie su tutti coloro che rientrano in Italia.

Fiducioso che il Signor Ministro voglia acconsentire alla richiesta di un suo autorevole intervento in epigrafe, La prego di voler accogliere i sensi della mia più alta considerazione.

Roma, 26 marzo 2020

On. Roberto Novelli

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