ISCRO 2026: chi può fare domanda entro il 31 ottobre?

L’indennità per alcuni autonomi iscritti alla Gestione Separata è attiva fino al 31 ottobre: requisiti, calcolo, esclusioni e passaggi per inviare la richiesta.

24 settembre 2026 21:16
ISCRO 2026: chi può fare domanda entro il 31 ottobre? -
Condividi

VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA – Sì, ma non per tutte le partite Iva. L’ISCRO 2026 è l’indennità INPS rivolta a una parte dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che hanno avuto un forte calo del reddito. La domanda è disponibile fino a sabato 31 ottobre 2026. Non è un contributo automatico né un bonus per chiunque lavori in proprio: occorre rispettare insieme requisiti previdenziali, reddituali e di attività.

La prima verifica da fare è semplice: se l’attività versa alla Gestione Separata INPS e la partita Iva è aperta da almeno tre anni per quella stessa attività, vale la pena controllare i redditi dichiarati. Chi è iscritto a una cassa professionale, alla gestione artigiani o commercianti, oppure ha già percepito ISCRO nel 2024 o nel 2025, non deve invece fare affidamento su questa misura. L’avviso INPS per l’annualità 2026 conferma sia l’apertura del servizio sia la scadenza del 31 ottobre.

Che cos’è l’ISCRO e a chi si rivolge davvero

ISCRO significa Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. È una tutela strutturale, non una misura limitata a un’emergenza, destinata ai professionisti che esercitano abitualmente lavoro autonomo e risultano iscritti alla Gestione Separata. Può riguardare, per esempio, consulenti, creativi, traduttori, collaboratori professionali, formatori o altri autonomi senza una cassa previdenziale di categoria, se le loro modalità contributive e fiscali rientrano nella norma.

Non basta però avere un codice ATECO o emettere fatture. L’INPS chiarisce nella scheda ufficiale dell’ISCRO che il destinatario deve essere iscritto alla Gestione Separata e svolgere l’attività come professione abituale. Un architetto iscritto alla propria cassa, un artigiano nella gestione artigiani o un commerciante nella gestione commercianti seguono regole previdenziali diverse: non diventano beneficiari ISCRO soltanto perché hanno una partita Iva.

Per chi lavora tra Veneto e Friuli Venezia Giulia la residenza regionale non modifica i requisiti: è una prestazione nazionale, perciò non esistono graduatorie provinciali o un click day locale. Contano la posizione INPS, la dichiarazione dei redditi e la situazione personale del richiedente alla data della domanda.

I requisiti: il calo del reddito non è l’unico criterio

La condizione economica centrale riguarda il reddito da lavoro autonomo dell’anno precedente alla domanda. Per l’ISCRO 2026 il riferimento è quindi il reddito 2025: deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo del 2023 e del 2024. La formula non confronta fatturato, incassi bancari o reddito familiare ISEE. Considera il reddito autonomo dichiarato nei quadri RE, RH o LM, rispettivamente per professionista individuale, partecipazione a studio associato e regime forfettario.

In pratica, chi nel 2023 e nel 2024 ha dichiarato 20.000 e 16.000 euro di reddito autonomo ha una media di 18.000 euro. Il 70% è 12.600 euro: il reddito autonomo 2025 deve essere inferiore a questa soglia. È un esempio di calcolo, non una promessa di ammissione, perché restano da verificare tutti gli altri requisiti.

Il reddito autonomo 2025 non deve inoltre superare 12.749,18 euro, soglia rivalutata dall’INPS per il 2026. Servono anche regolarità contributiva e partita Iva attiva da almeno tre anni, per l’attività che ha dato origine all’iscrizione alla Gestione Separata. La domanda richiede l’autocertificazione dei redditi degli anni utili se l’Istituto non li possiede già; le verifiche reddituali vengono poi svolte con l’Agenzia delle Entrate.

Chi non può presentarla o può decadere

Le esclusioni sono tanto importanti quanto i requisiti. L’ISCRO è incompatibile con pensione diretta, NASpI, DIS-COLL, ALAS, indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo e con cariche elettive o politiche remunerate con indennità di funzione. Non è compatibile nemmeno con l’Assegno di Inclusione per tutto il periodo di fruizione: se la situazione cambia, il diritto può decadere.

Decade anche chi chiude la partita Iva durante i sei mesi dell’indennità o si iscrive a un’altra forma di previdenza obbligatoria. Perciò non è corretto presentare la pratica pensando che l’ISCRO sia una liquidazione una tantum sganciata dall’attività: è un sostegno temporaneo che conserva precise condizioni di permanenza.

C’è poi una regola specifica da non sottovalutare. Chi ha iniziato a fruire dell’ISCRO nel 2024 o nel 2025 non può richiederla nel biennio successivo, neppure se non ha ricevuto tutte le sei mensilità per intervenuta decadenza. Possono invece fare domanda nel 2026 anche coloro che l’avevano chiesta nelle annualità precedenti, ma erano stati respinti oppure hanno avuto una revoca dall’origine. Il messaggio INPS n. 1987 del 15 giugno 2026 esplicita questa distinzione.

Quanto spetta e per quanto tempo

L’indennità dura sei mesi e decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda. L’importo mensile non è uguale per tutti: deriva dal 25% su base semestrale della media dei redditi autonomi dei due anni precedenti all’anno di riferimento. Il meccanismo va letto con attenzione: la media viene prima rapportata al semestre e poi applicata alla percentuale prevista.

Nel 2026 l’importo mensile non può essere inferiore a 255,53 euro né superare 817,69 euro, come comunica l’INPS nell’aggiornamento annuale degli importi. L’ISCRO concorre alla formazione del reddito e non accredita contribuzione figurativa: non va quindi confusa con una contribuzione previdenziale figurativa o con un rimborso di spese. I beneficiari sono inoltre tenuti a partecipare a percorsi di aggiornamento professionale secondo le modalità previste dalla normativa.

Prima di fare calcoli personali conviene recuperare le dichiarazioni dei redditi 2023, 2024 e 2025 e distinguere i redditi autonomi da eventuale lavoro dipendente, parasubordinato o da partecipazione d’impresa: queste ultime voci non entrano nel calcolo ISCRO. Un commercialista o un patronato può aiutare a leggere i quadri corretti, ma non sostituisce la verifica effettuata dall’INPS.

Come inviare la domanda entro il 31 ottobre

La procedura è telematica. Sul sito INPS bisogna entrare nel Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche, autenticarsi e selezionare “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”. Sono ammessi SPID di livello 2 o superiore, CIE di livello 3, CNS ed eIDAS. L’alternativa è il Contact Center Multicanale: 803 164 da rete fissa, gratuito, oppure 06 164 164 da cellulare secondo la tariffa del gestore. È possibile anche rivolgersi a patronati e intermediari abilitati.

Prima di accedere è utile avere davanti le dichiarazioni dei redditi richieste, i dati della partita Iva e una verifica della propria posizione contributiva. Non aspettare l’ultimo giorno è una cautela pratica: un documento mancante o un dubbio sul quadro fiscale non si risolvono con una nuova autocertificazione improvvisata. L’INPS fissa in 30 giorni il termine ordinario di definizione del provvedimento, ma il controllo dei requisiti resta essenziale e non va confuso con una garanzia di accoglimento automatica.

Quali opportunità locali non vanno confuse con l’ISCRO

Nel Friuli Venezia Giulia l’ISCRO può convivere nel dibattito con iniziative regionali per chi avvia o sviluppa un’attività, ma non sono la stessa cosa. Il programma NuovaImpresa FVG, per esempio, propone percorsi per aspiranti imprenditori e professionisti; i servizi gratuiti di NuovaImpresa e TEC4I sono invece accompagnamento e consulenza per startup e autonomi. Non sono un’indennità nazionale collegata al calo di reddito.

Allo stesso modo, le misure FVG per i liberi professionisti nei primi anni di attività hanno finalità e requisiti propri. Per chi lavora in Veneto o in FVG, la domanda utile da farsi è dunque questa: sono iscritto alla Gestione Separata, ho una partita Iva attiva da almeno tre anni e il mio reddito autonomo 2025 è sceso nei parametri previsti? Se la risposta è sì, la finestra ISCRO resta aperta fino al 31 ottobre; se manca anche uno solo dei requisiti, è meglio non confondere questa indennità con gli altri bandi o servizi territoriali.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail