Jesolo. Ex caserma di Cortellazzo, tutto pronto per il bando di gara

La giunta comunale ha approvato il nuovo progetto esecutivo per i lavori di ristrutturazione dell’ex caserma della Guardia di Finanza di Cortellazzo. Il passaggio rappresenta una delle ultime tappe per l’avvio dell’intervento di riqualificazione, cui ora seguirà la stesura e poi la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dell’incarico. La ristrutturazione dell’edificio, situato in via Asmara, trasformerà Cortellazzo in un luogo simbolo delle vicende della Grande guerra a Jesolo e prevede una spesa complessiva di 1,5 milioni di euro. Il prossimo passo per la realizzazione è rappresentato dal bando di gara per l’affidamento dei lavori che avverrà entro l’anno.

Il progetto, sviluppato insieme al comitato della frazione, prevede di ospitare nell’ex caserma anche un museo dedicato proprio al Primo conflitto mondiale. Un modo per valorizzare la storia della città e i fatti storici che la legano indissolubilmente alle Guerre. Testimonianze delle presenze militari in questa parte di Jesolo sopravvivono soprattutto nel verde della pineta di Cortellazzo dove ancora oggi si possono trovare diversi fortini o casematte.

I lavori di ristrutturazione della caserma rappresenterebbero così un tassello importante di un progetto più ampio che nelle intenzioni comprende anche una serie di percorsi che portino a visitare i fortini e a conoscere, tramite pannelli informativi e applicazioni digitali, gli avvenimenti che hanno segnato la storia di Cortellazzo.

Con questo intervento non solo rivalutiamo un’importante struttura presente sul territorio comunale, ma anche valorizziamo la frazione di Cortellazzo con l’importante ruolo che ha giocato nella Grande Guerra – commenta l’assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaco della città di Jesolo, Roberto Rugolotto -. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di trasformare l’ex caserma della Guardia di Finanza in un punto focale di un percorso più ampio attraverso il quale i cittadini e gli ospiti della città possono immergersi nella storia del Novecento, scoprendo gli angoli finora meno noti della pineta”.

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