Monfalcone. Maxi multa da oltre 5mila euro a una cittadina croata

Gli agenti di Monfalcone hanno accertato diverse irregolarità, tanto che da erogare una sanzione di oltre cinquemila euro, cifra pagata immediatamente dall’autista, e il fermo per tre mesi in Italia.

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La polizia locale di Monfalcone prosegue nei controlli volti alla tutela della sicurezza della circolazione e al contrasto delle forme di concorrenza sleale.

Ne sa qualcosa la conducente croata alla guida di un complesso veicolare con targa croata, composto da furgone più rimorchio al traino, fermata nei giorni scorsi in via Colombo, in direzione Trieste.

Gli agenti di Monfalcone hanno accertato diverse irregolarità, tanto che da erogare una sanzione di oltre cinquemila euro, cifra pagata immediatamente dall’autista, e il fermo per tre mesi in Italia.

Innanzitutto la polizia locale ha riscontrato il trasporto abusivo senza licenza internazionale, trasgressione che comporta appunto il fermo per tre mesi del complesso veicolare in Italia, con chiusura in una zona delimitata, e una sanzione di 4.130 euro.

È stato poi accertato anche il sovrappeso: il complesso veicolare superava i 1.600 chili, dovuti al trasporto di più di 300 pacchi, oltre a un quad e un’autovettura. Un peso esagerato per un mezzo del genere, che rappresenta un grave rischio per la sicurezza stradale: nel caso in cui si debba frenare in emergenza non è infatti omologato a fermare la massa, quindi è un potenziale rischio per la sicurezza.

Gli agenti hanno anche appurato che il mezzo non era dotato di crono tachigrafo, obbligatorio per registrare i tempi di guida e riposo ai fini della sicurezza stradale, oltre che presupposto importante per evitare la concorrenza sleale.

Questo genere di complesso veicolare è alquanto utilizzato, in quanto i conducenti attraversano l’Europa facendosi molte ore di guida, costituendo di fatto un pericolo. Il crono tachigrafo non è montato in quanto gli autisti tentano la sorte, sperando di non essere fermati o di essere controllati da operatori che non conoscono adeguatamente la normativa del settore.

Per di più, non avendo la licenza internazionale, che rappresenta una forma di regolarizzazione e che comporta un costo, hanno spese più basse, quindi rappresentano a tutti gli effetti una forma di concorrenza sleale.

La sanzione complessiva è stata pagata immediatamente dalla conducente così come imposto dal Codice della strada per gli automezzi con targa straniera.

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