Pordenone. Droga, sgominata banda italo-albanese: 13 arresti e 32 rinvii a giudizio

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I carabinieri di Pordenone hanno smantellato un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti tra Italia e Albania.

Nel corso dell’operazione ci sono stati 13 arresti in flagranza, 32 persone sono state rinviate a giudizio, ulteriori 12 sono state denunciate in stato di libertà e 150 militari sono stati impegnati per tre anni.

Fin dalle prime fasi dell’inchiesta – che aveva l’obiettivo di bloccare il traffico di cocaina e marijuana -, è emerso come l’organizzazione criminale fosse composta da cittadini italiani e albanesi, ripartita su tre livelli che, pur operando autonomamente, e in zone diverse del territorio italiano, erano collegati tra loro.

Di questi gruppi, uno operava a livello locale, un secondo nel territorio veneto-friulano e il terzo tra l’Albania e l’Italia, con base logistica nel territorio lombardo e con contatti nella provincia di Vicenza. L’intera attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Pordenone, anche se per un periodo è transitata per competenza alla Procura della Repubblica di Trieste – Direzione Distrettuale Antimafia.

Il tutto con la supervisione della Direzione centrale servizi antidroga di Roma. Nel corso delle indagini sono state intercettate 97 utenze telefoniche mentre 6 sono state le intercettazioni ambientali. Su 10 autovetture sono stati installati sistemi di localizzazione satellitare GPS.

L’attività svolta – coordinata dal tenente colonnello Pierluigi Grosseto – ha consentito inoltre di segnalare 84 persone alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti, di sequestrare 8 auto, 30 mila euro in contanti, perché provento di spaccio, 100 grammi di cocaina, altrettanti di eroina e 116 chili di marijuana.

Secondo stime affidabili, nelcorso dell’attività investigativa è stato calcolato che gliindagati abbiano smerciato un quantitativo pari a 1 chilo dicocaina al mese, per un totale complessivo di 10 mila dosi chepagavano al prezzo da 80 a 100 euro al grammo; 300 grammi di eroina al mese, per un totale complessivo di 3.000 dosi che pagavano al prezzo da 8 a 10 euro al grammo; 300 chili di marijuana al mese,per un totale complessivo di 30 mila dosi che pagavano al prezzo da 8 a 10 euro al grammo.

Il 16 febbraio 2018, con il prosieguo delle attività investigative supportate dall’ausilio di sistemi tecnici, personale del Norm del Comando Compagnia Carabinieri di Busto Arsizio (Varese), su indicazioni del Nucleo Investigativo di Pordenone, ha arrestato in flagranza di reato 4 soggetti, tutti pluripregiudicati, e sequestrato2 pistole mitragliatrice, di produzione artigianale, funzionanti, e analoga ad arma statunitense “Gordon Ingram Mac 11” calibro 9X21, prive di matricola; 6 caricatori, 2 silenziatori adattabili della lunghezza di 25 centimetri; materiale per confezionamento di armi, 1 coltello proibito, 4 telefoni cellulari con relative Sim in uso agli arrestati e 400 euro in contanti.

Per la complessa e articolata indagine, sono stati impiegati in via continuativa, per venti mesi, sei militari del Nucleo Investigativo Carabinieri del Comando Provinciale di Pordenone, nonché 150 militari, di vari reparti, coordinati dal personale dello stesso Nucleo Investigativo, per il compimento di arresti in flagranza, controlli stradali, perquisizioni locali e domiciliari.