Pordenone chiude il tour 2026 della mostra su salute mentale e diritti umani
La rassegna del CCDU ha toccato tredici città nel 2026 e ha portato al centro memoria storica, riforme e diritti civili.
PORDENONE - Si è chiusa in città l’edizione 2026 della mostra-documentario promossa dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU ODV), un percorso itinerante che quest’anno ha attraversato tredici centri urbani italiani per riportare al centro il tema della salute mentale, della memoria storica e del rispetto della dignità della persona.
L’ultima tappa del tour nazionale è arrivata a Pordenone dopo Novara, Torino, Brescia, Milano, Roma, Verona, Firenze, Ravenna, Catania, Cagliari, Padova e Lissone. L’iniziativa ha coinvolto, nel corso delle diverse tappe, cittadini, studenti, docenti, operatori ed educatori socio-sanitari.
Le città toccate dal tour
Secondo i promotori, la mostra è stata pensata come uno spazio di approfondimento pubblico e partecipazione civile. Il progetto ha affrontato alcuni dei capitoli più controversi della storia della psichiatria, dalle pratiche coercitive del passato fino all’impiego della disciplina in contesti segregativi e discriminatori, come l’Apartheid e i programmi eugenetici del Nazismo.
L’esposizione non si è fermata però alla ricostruzione storica. Il percorso ha posto l’attenzione anche sulle criticità ancora aperte nel presente, soffermandosi sull’uso della diagnosi psichiatrica in chiave coercitiva e spersonalizzante e richiamando la lezione di Franco Basaglia. In questa linea si inserisce anche il riferimento agli orientamenti più recenti di ONU e Organizzazione Mondiale della Sanità, che indicano il superamento dei modelli esclusivamente coercitivi o solo farmacologici a favore di approcci comunitari, inclusivi e centrati sui diritti civili.
Il passaggio in Veneto e il focus sui diritti
Tra le tappe del 2026 c’è stata anche Padova, dove il tema era già emerso con la mostra “Psichiatria e Diritti Umani” ospitata al Caffè Pedrocchi, dedicata a TSO, Basaglia e raccomandazioni ONU. Il passaggio padovano è stato uno dei momenti del percorso nazionale prima della chiusura in Friuli.
Le testimonianze raccolte tra i visitatori
Una parte del riscontro è arrivata dal libro degli ospiti, dove i visitatori hanno lasciato osservazioni e commenti sul valore dell’iniziativa. Tra le testimonianze riportate dagli organizzatori, una definisce la mostra come «un lavoro di consapevolezza indispensabile», capace di offrire spunti di riflessione non solo sul passato ma anche «sul futuro nostro e dei nostri figli».
Un altro commento sottolinea la dimensione educativa del progetto: «È la prima volta che assisto a un progetto documentario di questa portata: ritengo sia fondamentale portarlo anche all’interno dei contesti scolastici e universitari».
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha annunciato infine nuove iniziative divulgative e dibattimentali previste per il prossimo anno, proseguendo il lavoro avviato con il tour nazionale concluso a Pordenone.