Portogruaro, ‘disturbi alimentari’: c’è il progetto di ampliamento

Dagli attuali 400 a circa 1000 mq su due livelli, all’interno troveranno spazio la comunità residenziale per giovanissimi, il centro diurno e un’area ambulatoriale. Sarà una vera e propria cittadella per i disturbi alimentari dedicata ai giovanissimi, “perché l’esordio della malattia è sempre più precoce, le richieste di aiuto arrivano da tutta Italia tanto che se domani aprissimo il nuovo ampliamento sarebbe già pieno, il motivo? Il problema è ampio, l’esordio nasce anche a 10 anni, le buone cure sviluppate nell’ultimo ventennio in questa struttura dell’Ulss 4 sono una eccellenza riconosciuta in Veneto e in Italia”.

A dirlo è il direttore generale Mauro Filippi nel giorno in cui il Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Ulss4 compie 20 anni. E nell’occasione Filippi ha presentato il progetto da 1 milione e 147 mila euro per l’ampliamento della struttura posta in via della Resistenza a Portogruaro, ossia della comunità residenziale che ospita attualmente 9 giovanissimi dai 10 ai 17 anni.

“Non è un caso che il 70% dell’utenza arrivi da fuori Ulss e da varie regioni italiane – ha continuato Filippi –. In vent’anni, l’offerta di cure del Centro per i disturbi alimentari si è evoluta ed ampliata tanto che oggi dispone di due comunità residenziali, una per minori ed una per adulti, un centro diurno, attività ambulatoriali ed anche una degenza ospedaliera dedicata. Il progetto di ampliamento permetterà di accogliere 12 giovanissimi in comunità, e di accentrare l’attività ambulatoriale posta ora in via Sommariva. Questa sede diventerà una cittadella per la cura dei disturbi alimentari”.

Il responsabile del Centro per i disturbi alimentari, il dottor Pierandrea Salvo, ha elencato la mole di lavoro incrementata nel tempo: 4000 persone seguite in ambito ambulatoriale di cui 1600 fuori Ulss, oltre 65 mila giornate di presenza riabilitativa con una percentuale oscillante tra l’80 ed il 100% di utenti fuori Ulss. Le due strutture residenziali hanno erogato 16 mila giornate per adulti e per minori; la comunità per minori è l’unica in Italia a fornire una risposta per qualunque età, dal livello ambulatoriale a quello diurno sino all’assistenza nelle 24 ore. Didattica distanza attivata qui è attiva da 10 anni per offrire possibilità agli utenti continuare lo studio durante la permanenza in comunità.

“Aumento di richieste d’aiuto con la pandemia? Se nel 2020 le prestazioni ambulatoriali erano diminuite per le oggettive difficoltà a raggiungere gli ambulatori – ha spiegato il dottor Salvo – in questo 2021 abbiamo erogato più prestazioni rispetto al periodo pre-covid. Tuttavia non credo che la pandemia abbia accentuato il problema già molto diffuso da sempre. Questa struttura ha una grande attrazione su scala nazionale, soprattutto per i minori, il modello di cura da noi sviluppato, la Riabilitazione Psiconutrizionale Progressiva (RPP) è nota per i propri risultati. Tutto questo genera attrazione”.

A breve verrà bandita la gara per individuare la ditta che realizzerà l’opera. I lavori inizieranno nel 2022 e dovranno essere realizzati entro 450 giorni.

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