Rivolta migranti, Zaia: «Stop caserme, chiudere il centro». Oggi altri positivi

Zaia: "resta sottinteso che strutture come questa devono essere dismesse. È ormai certificato che tale sistema di ospitalità è fallimentare".

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Il governatore Luca Zaia definisce così i contorni del maxi focolaio di Covid-19 esploso giovedì 30 luglio nel centro di accoglienza per richiedenti asilo dell’ex caserma Serena di Treviso: «all’ex caserma Serena c’è un focolaio di coronavirus perché ci sono delle persone che hanno dato vita al focolaio. Dal punto di vista epidemiologico oggi non sappiamo quale sia stato il vettore primario. Il virus è entrato in virtù di un ultimo arrivo o con i contatti degli ospiti all’esterno. Il contagio potrebbe essere avvenuto fuori e poi è stato portato dentro. Di certo, l’assembramento e il non rispetto delle regole ci porta in una sola direzione».

«Se guardiamo i dati, vediamo che c’è solo un mediatore contagiato. Tutti gli altri operatori, invece, non sono contagiati – specifica il presidente della Regione – deduco che forse questo è accaduto perché magari avevano i dispositivi di protezione e li utilizzavano».

NUOVI CONTAGI IN CASERMA

Il quadro dello screening eseguito dalla task force dell’Usl della Marca dice che sono state contagiate 133 persone: 132 migranti (su 293) e un solo mediatore culturale (su 22). A questi numeri si sono aggiunti oggi, sabato 1 agosto, i risultati di altri test su 5 ospiti della casema (assenti in precedenza): 3 sono risultati positivi, il totale quindi è di 297 testati e 136 positivi.

L’ex caserma Serena è blindata: sorvegliata a vista giorno e notte dalle forze dell’ordine. Nessuno può entrare e uscire.

Tutti gli ospiti, sia quelli risultati positivi che quelli negativi, sono isolati all’interno. Resteranno in quarantena per almeno 14 giorni.

L’Usl farà un nuovo giro di tamponi già entro una settimana. Questo consentirà di valutare l’andamento dell’epidemia.

«Stiamo ragionando per capire se abbiamo potestà giuridica per fare qualcosa di più – rivela – però, oggettivamente, il piano di sanità pubblica lo abbiamo applicato, con tutta una serie di prescrizioni. Per me l’ex caserma Serena resta zona rossa. È una zona rossa, quanto meno da un punto di vista sanitario. Deve essere chiaro. Ricordo che tutti gli ospiti che si trovano in quella struttura devono sottostare a delle regole che sono sancite per legge. Queste dicono che le persone positive hanno il penale se escono dalla quarantena, hanno una multa e anche la reclusione. E le persone negative che rappresentano contatti stretti devono comunque stare in quarantena. Non c’è altro da aggiungere. Quindi da quell’ex caserma non deve uscire nessuno». 

CHIUSURA DELLA CASERMA

«Andremo a testare i migranti ogni sette giorni. Per la loro salute ma anche per vedere l’evoluzione: potrebbe essere una buona opportunità di studio epidemiologico; resta sottinteso che strutture come questa devono essere dismesse. È ormai certificato che tale sistema di ospitalità è fallimentare». 

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