Tagliamento, i sindaci non si accordano. Spagnolo: “messa in sicurezza urgente”

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Piena condivisione delle istanze del Latisanese per la messa in sicurezza del Tagliamento, sono state espresse dalla consigliera regionale della Lega Maddalena Spagnolo, all’incontro con l’Autorità di Bacino tenutosi sul tema del Piano di gestione del rischio alluvioni a Udine.

“Le recenti dichiarazioni dei rappresentanti politici del medio corso del fiume sull’asserita aprioristica sufficienza dei lavori nel basso corso del fiume per garantirne la sicurezza afferma – sono terrapiattiste e totalmente prive di fondamento scientifico”.

“La competenza nella programmazione, progettazione ed effettuazione delle opere spetta allo Stato e alla Regione – prosegue Spagnolo -, mentre le amministrazioni locali, coinvolte in sede consultiva, ove intendano espletare funzioni di informazione, dovranno farlo attraverso canali che consentano di apprezzare i dati tecnico scientifici e non impressioni personali, troppo spesso atte solo a provocare un’alterazione dell’opinione pubblica sviandola dalle oggettive problematiche e dalle soluzioni di questo delicatissimo problema.

“Avendo ricoperto per molti anni la carica di consigliere comunale e assessore di Latisana – afferma -, sono consapevole di quanto il tema della sicurezza fluviale stia a cuore a tutta la comunità, fortemente scossa dal ricordo delle alluvioni del 1965 e 1966. All’atto della mia elezione a consigliere regionale, al fine di approfondire e perfezionare le mie conoscenze giuridiche, tecniche e amministrative relative al tema Tagliamento, ho iniziato a raccogliere e catalogare tutti gli studi, gli atti, le relazioni delle varie commissioni e dei vari enti che si sono occupati del problema.

“La soluzione del problema Tagliamento – spiega l’esponente della Lega – è necessariamente legata a interventi da realizzarsi in tutta l’asta del fiume, e risulta impossibile gestire il corretto deflusso con soli interventi nel basso corso. Serve mettere in sicurezza il territorio procedendo all’attuazione d’interventi di laminazione nel medio e alto corso del fiume, al completamento dei lavori nel basso corso ed alla costante manutenzione di tutta l’asta fluviale, che riguardi i sedimenti dell’alveo fluviale, la stabilità delle sponde e ogni altro aspetto in grado di ostacolare il deflusso delle acque.

“Latisana deve avere la garanzia di poter far defluire una quantità d’acqua che la struttura orografica consente senza mettere a rischio le popolazioni ed i territori limitrofi. Questa quantità è stata individuata da vari studi in circa 4.000 mc/sec. Il surplus d’acqua proveniente dal bacino del fiume deve pertanto essere gestito a monte della stretta di Latisana, come riconosciuto dai tavoli tecnici e previsto dall’attuando Piano di gestione del rischio di alluvioni.

“Detta quantità (4.000 mc/sec.) – ricorda Spagnolo – è stata già ampiamente superata durante le alluvioni del 1965 e del 1966, e almeno altre due volte in questi anni abbiamo rischiato un nuovo disastro. Siamo in una fase di variazione climatica che porta a prevedere precipitazioni di portata eccezionalmente grande.

L’assessore alla Protezione Civile, Riccardo Riccardi, ha riportato un dato drammatico: a inizio mese di novembre, in un’area della nostra Regione, sono caduti in 24 ore 500 mm d’acqua. Un fenomeno del genere all’interno dei 2.500 kmq del bacino del Tagliamento avrebbe un impatto disastroso.

“All’altezza dell’abitato di Latisanotta, nel segmento dell’asta del Tagliamento in cui cessa di essere un fiume torrentizio – aggiunge -, riducendosi l’ampiezza del suo alveo, si concentrano gli effetti idraulici di tutta l’asta e, insieme all’acqua, qui vengono convogliati tutti i rifiuti vegetali trasportati dalla corrente, frutto di scarse manutenzioni delle sponde e dell’alveo di tutto il bacino. Si tratta di un problema all’interno del problema”.

Spagnolo conclude ribadendo il suo impegno in ogni sede, affinché si possa garantire, con precisi interventi di laminazione, che nella stretta di Latisana non giungano quantità d’acqua superiori a quelle che possono essere smaltite.

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