Intelligenza artificiale nella Pa, Callari: servono regole comuni per i territori
Al Congresso nazionale degli ingegneri l’assessore Sebastiano Callari chiede strumenti comuni per Pa, cittadini e piccole imprese.
TRIESTE - Sull’intelligenza artificiale applicata alla pubblica amministrazione il nodo, secondo la Regione Friuli Venezia Giulia, non è più solo normativo ma operativo: accanto alle regole europee e nazionali servono regole applicative comuni che aiutino territori, uffici pubblici, cittadini e piccole imprese a usare questi strumenti in modo etico, sicuro ed efficiente.
A indicare questa priorità è stato l’assessore ai Sistemi informativi Sebastiano Callari, intervenuto questa mattina al panel “Frontiere dell’Intelligenza Artificiale” organizzato all’interno del 70. Congresso nazionale degli ingegneri in corso a Trieste.
Secondo Callari, quando si parla di IA, in qualunque ambito e ancor più nella Pa, il punto centrale deve restare la persona. L’obiettivo, ha spiegato, è garantire servizi capaci di coniugare efficienza, tutela dei diritti fondamentali e trasparenza nell’uso delle tecnologie.
Il nodo delle regole per gli enti locali
Nel suo intervento l’assessore ha sottolineato che il rischio, senza un governo chiaro di questa evoluzione tecnologica, è quello di non riuscire a proteggere adeguatamente i diritti dei cittadini. Per questo, pur ritenendo adeguato il quadro normativo europeo e nazionale, ha evidenziato la mancanza di strumenti pratici condivisi per tradurre quelle regole nella gestione quotidiana sui territori.
È in questo quadro che la Regione si sta muovendo nella Conferenza delle Regioni per individuare casi d’uso concreti da mettere a disposizione della pubblica amministrazione, dei cittadini e delle piccole imprese. Un passaggio che tocca da vicino anche il sistema produttivo locale e i percorsi di innovazione già al centro di appuntamenti come il workshop su intelligenza artificiale e blue economy, in programma a Trieste il 30 settembre 2026.
Callari ha insistito sulla necessità di evitare soluzioni frammentate tra una regione e l’altra. Su temi di questa portata, ha osservato, i problemi sono simili in tutto il Paese e richiedono quindi una regia comune, invece di modelli scollegati costruiti singolarmente dai diversi territori.
Carenza di personale nelle piccole amministrazioni
Tra i punti richiamati dall’assessore c’è anche la situazione delle amministrazioni locali più piccole, che devono affrontare l’innovazione tecnologica con una cronica carenza di personale dedicato. Un aspetto pratico che rende ancora più urgente la definizione di strumenti condivisi e procedure chiare, soprattutto per gli enti che hanno meno risorse tecniche e organizzative.
Nell’intervento al congresso, Callari ha anche rimarcato che l’intelligenza artificiale va letta prima di tutto come una tecnologia avanzata creata dall’uomo, da conoscere e governare perché possa produrre benefici reali. In questa prospettiva, l’utilizzo dell’IA riguarda non solo i servizi pubblici ma anche il rapporto con il tessuto economico, comprese le piccole imprese e le misure di supporto che interessano il Friuli Venezia Giulia, come quelle dedicate a micro e piccole imprese.
L’ipotesi di un osservatorio regionale
Tra le idee emerse all’interno della Conferenza delle Regioni, Callari ha citato infine la possibile creazione di un osservatorio regionale, descritto come una sorta di difensore civico capace di offrire un contributo concreto all’uso delle nuove tecnologie.
La funzione di questo organismo, nelle intenzioni illustrate dall’assessore, sarebbe quella di accompagnare un impiego dell’intelligenza artificiale etico e trasparente, con un supporto rivolto a cittadini, imprese e istituzioni.