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martedì, 25 Gennaio, 2022

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Trieste, sparatoria via Carducci: eseguita una nuova misura cautelare

Le ulteriori e più recenti progressioni investigative consentivano l’individuazione di altro soggetto coinvolto nei fatti di via Carducci.

TRIESTE. Un nuovo tassello è stato aggiunto dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura della Repubblica triestina, alla vicenda della sparatoria di via Carducci del 4 settembre scorso.

Nella prima mattinata di quel giorno, nei pressi di un bar della citata centralissima via cittadina, 7 persone, tutte di etnia kosovara, della famiglia KRASNIQI, rimanevano feriti a seguito di una spedizione punitiva attuata da altra compagine di kosovari, appartenenti alla famiglia ISLAMI.

I feriti presentavano evidenti lesioni al volto ed alla testa ed alcuni di loro erano stati attinti anche da colpi di arma da fuoco.

Fin da subito, allo scopo di individuare gli aggressori e fare luc sul gravissimo episodio delittuoso, un’articolata azione investigativa veniva posta in essere dagli operatori della Squadra Mobile triestina in pieno e costante raccordo con la locale Autorità Giudiziaria inquirente.

Già nella stessa giornata dell’evento, le risultanze d’indagine consentivano di sottoporre a fermo di indiziato di delitto, per l’ipotesi di reato di concorso in tentato omicidio aggravato, ISLAMI  Arton, cl. 81, e ISLAMI Clirimtar; bloccati al confine tra le province di Trieste e Gorizia mentre si davano alla fuga.

Sempre il 4 settembre, nel pomeriggio, all’interno di immobile in un quartiere del Capoluogo, dagli investigatori della Squadra Mobile venivano rintracciati e tratti in arresto ISLAMI Avni, cl. 74, ISLAMI Mergim, cl. 97 e ISLAMI Lumni, cl. 71. I predetti erano stati riconosciuti come partecipanti ai gravi fatti avvenuti nella mattinata e, all’atto del loro arresto, presentavano lesioni ritenute conseguenza dello scontro ed indossavano i medesimi abiti, alcuni macchiati di sangue, fotografati e ripresi dalle telecamere del sito ove si era consumato l’evento delittuoso.

Nella stessa giornata e nel prosieguo dell’attività d’indagine, il certosino esame dei vari filmati acquisiti permetteva di stabilire che uno dei KRASNIQI feriti, durante le fasi dello scontro, era stato immortalato mentre impugnava una pistola e per questo arrestato una volta dimesso dal pronto soccorso.

Nei giorni successivi, il 20.09.2021, gli ulteriori approfondimenti investigativi consentivano di sottoporre a fermo di indiziato di delitto BAJRAMI Fatmir, cl. 72, il quale è risultato gravemente indiziato di aver preso parte, quale intraneo al gruppo degli “ISLAMI”, alla “spedizione punitiva” attuata il precedente 4 settembre, in armi ed altri oggetti contundenti, contro quello dei “KRASNIQI”.

Poi, alle prime ore della mattinata del 29.09.2021, nel corso di una complessa operazione, convenzionalmente denominata “Crazy Shooting”, che vedeva impegnati oltre 150 operatori della Polizia di Stato, venivano eseguite misure cautelari personali e ben 22 decreti di perquisizione emessi dalla Dr.ssa Chiara De Grassi, P.M. titolare del pertinente fascicolo processuale, a carico di tutti i soggetti identificati e che si assumevano coinvolti nel confronto armato di via Carducci.

Quindi, la misura cautelare della custodia in carcere veniva eseguita a carico di altri 4 partecipanti ai fatti di sangue del 4 settembre: TAHIRI Gazmend, cl. 83; ISLAMI Meriton, cl. 98; ISLAMI Visar, cl. 85; ZABELAJ Clirim, cl. 2000. Quella degli arresti domiciliari, invece, a carico di ISLAMI Fazli, cl. 78. 

Le ulteriori e più recenti progressioni investigative consentivano l’individuazione di altro soggetto coinvolto nei fatti di via Carducci.

In ragione di ciò, la Procura della Repubblica Giuliana, condividendo il quadro indiziario raccolto dagli investigatori della Squadra Mobile, richiedeva ed otteneva – dal competente G.I.P. – la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di ORIAKHIL Shahen, afgano cl. 1990, ritenuto concorrente nelle provocate lesioni personali gravi ed aggravate dall’uso di armi da fuoco.

Il provvedimento restrittivo veniva eseguito nella mattinata del 24 novembre u.s., allorquando l’ORIAKHIL veniva rintracciato e sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dalla p.g.

Come sottolineato in precedenti occasioni, tale importante risultato è stato raggiunto non solo grazie alla sinergia tra Autorità Giudiziaria e di Polizia di Sicurezza, ma anche attraverso la virtuosa collaborazione e l’alto senso civico dimostrati dai cittadini i quali hanno spontaneamente fornito il proprio valido apporto informativo che ha positivamente contribuito alla definizione delle diverse condotte tenute dagli indagati nel corso del cruento evento criminoso.

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