Udine ospita il workshop annuale della Banca Mondiale: 32 relatori e 12 delegazioni
L’appuntamento annuale si svolge tradizionalmente a porte chiuse e riunisce delegazioni nazionali ad alto livello.
UDINE - Dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 l’Università di Udine ospiterà il 13° workshop annuale del programma PULSAR della Banca Mondiale, appuntamento internazionale dedicato alla contabilità pubblica e alla rendicontazione finanziaria e di sostenibilità. In città sono attesi 32 relatori di profilo internazionale e oltre 12 delegazioni governative, composte da alti dirigenti dei ministeri dell’Economia e dai rispettivi viceministri.
Il confronto sarà centrato sul tema “Digital & AI Driven Solutions for Financial and Sustainability Reporting” e porterà a Udine un dibattito che riguarda da vicino la trasformazione digitale della pubblica amministrazione: dall’uso dell’intelligenza artificiale nei processi di rendicontazione fino alla misurazione del patrimonio culturale nei bilanci pubblici.
Per l’Ateneo friulano l’appuntamento si inserisce nelle linee di ricerca già avviate sulla PA digitale e sulla governance, in continuità con il progetto interdipartimentale “Governance e PA digitale” sviluppato nel Piano strategico 2022-2025. Il workshop arriva inoltre in una fase in cui in regione il confronto sulle tecnologie digitali è già aperto anche sul fronte linguistico e istituzionale, come nel caso del progetto sul friulano nei modelli di intelligenza artificiale.
I temi al centro del summit
Il workshop approfondirà l’impatto della trasformazione digitale e delle tecnologie basate sull’IA sul rafforzamento della contabilità pubblica e sulla rendicontazione finanziaria e non finanziaria delle istituzioni pubbliche, compresi gli aspetti ESG e di sostenibilità.
Accanto alla parte tecnica legata agli standard contabili, una delle sessioni più attese sarà quella dedicata alla contabilizzazione dei beni del patrimonio culturale. Il focus partirà dall’esperienza italiana nella tutela e nella gestione dei beni storico-artistici e sarà collegato ai più recenti sviluppi normativi condotti dall’IPSASB, l’International Public Sector Accounting Standards Board. L’obiettivo è affrontare il nodo della rilevazione, della valutazione e della rendicontazione del patrimonio culturale e storico all’interno del settore pubblico.
Cos’è il programma PULSAR
PULSAR, acronimo di Public Sector Accounting and Reporting, è un programma internazionale promosso e gestito dal Centre for Financial Reporting Reform della Banca Mondiale. Ha sede a Vienna, dove opera il secondo ufficio più grande al mondo della Banca Mondiale, e lavora sulla diffusione delle migliori pratiche di contabilità nel settore pubblico e di rendicontazione finanziaria e di sostenibilità, facendo riferimento agli standard internazionali IPSAS.
Il programma si articola in due comunità di pratica globali: la Financial and Sustainability Reporting Community of Practice, FinCoP, e la Education Community of Practice, EduCoP. Le edizioni precedenti del workshop si sono concentrate in particolare sull’implementazione degli standard IPSAS, sul bilancio consolidato e sulla formazione dei responsabili finanziari, con l’obiettivo di armonizzare i quadri contabili internazionali, garantire la comparabilità dei dati tra giurisdizioni diverse e rafforzare le capacità amministrative dei governi.
L’appuntamento annuale si svolge tradizionalmente a porte chiuse e riunisce delegazioni nazionali ad alto livello. In questo quadro, la scelta di Udine colloca la città in un circuito internazionale che oggi tocca anche i temi della formazione e delle filiere innovative, al centro pure del dibattito emerso a Trieste Next sull’IA in Friuli Venezia Giulia.
Il ruolo dell’Università di Udine e il comitato scientifico
Secondo il professor Andrea Garlatti, delegato del Rettore e chair del comitato scientifico, l’assegnazione del workshop a Udine rappresenta un riconoscimento per il lavoro svolto dall’Ateneo sui temi della governance e della digitalizzazione della pubblica amministrazione, oltre a portare in città i vertici della Banca Mondiale e dei ministeri dell’Economia coinvolti nel programma.
La responsabilità scientifica e organizzativa del convegno è affidata a un comitato internazionale formato, oltre che da Andrea Garlatti, da Elio Borgonovi dell’Università Bocconi di Milano, Antonello Zangrandi dell’Università di Parma, Giuseppe Grossi della Nord University, Jens Heiling dell’University of Baden-Wuerttemberg, Arman Vatyan e Arun Manuja della World Bank, William Rivenbark della University of North Carolina at Chapel Hill, Jelena Poljasevic dell’University of Banja Luka e Paolo Fedele dell’Università di Udine.
Tra i punti centrali dei lavori ci sarà dunque anche la sessione sulla contabilizzazione del patrimonio culturale, indicata come uno dei momenti chiave del workshop insieme al confronto sulle soluzioni digitali e sull’intelligenza artificiale applicate alla rendicontazione pubblica.