Verso il nuovo Dpcm con regole più rigide: rischio zona rossa

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Dopo l’abbassamento della soglia dell’Rt per determinare il posizionamento nelle fasce, il governo sta pensando di introdurre un’ulteriore stretta: se l’incidenza settimanale dei casi è superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatta in automatico la zona rossa.

La proposta, avanzata dall’Istituto superiore di Sanità, è stata condivisa dal Cts e dovrà essere concordata con le Regioni. Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato per lunedì mattina una riunione con Regioni, Anci e Upi con all’ordine del giorno le misure per il nuovo Dpcm, che arriverà venerdì prossimo per entrare in vigore dal 16 gennaio.

 Nel frattempo il governo sta valutando anche la proroga dello stato di emergenza in scadenza a fine gennaio.

In base all’ultimo monitoraggio, con l’abbassamento dei parametri relativi all’incidenza dei casi, l’unica regione che andrebbe automaticamente in zona rossa sarebbe il Veneto, che ieri aveva un’incidenza a sette giorni di 454,31 casi per 100mila abitanti.

A rischio anche l’Emilia Romagna, con un’incidenza a 242,44. In tutto sono cinque ad oggi le regioni o province autonome che superano i 200 casi ogni 100mila abitanti: oltre a Veneto ed Emilia Romagna, ci sono la provincia di Bolzano (231,36), il Friuli Venezia Giulia (205,39) e le Marche (201).

In ogni caso, nessuna regione è sotto la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti, quella che, dice la cabina di regia del ministero della Salute, permetterebbe «il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e il tracciamento dei loro contatti». L’incidenza più bassa si registra in Toscana, con 78,95 casi ogni 100mila abitanti.

NUOVO DPCM DAL 16 GENNAIO, LE MISURE

 Speranza si presenterà alla Camera mercoledì 13 gennaio: in Aula, si legge sul sito della Camera, «avranno luogo le Comunicazioni del Ministro della Salute sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza Covid-19».

Nel nuovo Dpcm in arrivo, sotto i riflettori spostamenti, bar, ristoranti, negozi, ma attenzione anche a piscine e palestre. 

Bar e ristoranti potrebbero essere interessati da misure anche in zona gialla. Per gli spostamenti nella zona arancione, si potrebbe mantenere la regola che consente di uscire dai comuni con meno di 5000 abitanti che permette di allontanarsi per 30 km senza raggiungere il capoluogo di provincia.

Non è escluso lo stop ai trasferimenti tra regioni, a prescindere dal colore, se non per motivi di salute, di lavoro o per urgenze.

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