Verso un nuovo Dpcm: che cosa cambia. Rassegna stampa 11 gennaio

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Dopo l’abbassamento della soglia dell’Rt per determinare il posizionamento nelle fasce, il governo sta pensando di introdurre un’ulteriore stretta nel nuovo Dpcm che dovrà essere varato entro il 15 gennaio. L’ipotesi è quella di far scattare in automatico la zona rossa nelle zone in cui l’incidenza settimanale dei casi sarà superiore a 250 ogni 100mila abitanti. La proposta è stata avanzata dall’Istituto superiore di Sanità.

L’incidenza è un parametro fondamentale secondo gli esperti e la soglia ottimale è 50 casi ogni 100mila abitanti poiché è l’unica che garantisce “il completo ripristino sull’intero territorio nazionale” del contact tracing. Con i dati attuali, il Veneto sarebbe dunque rosso, visto che ha un’incidenza di 453,31 casi, mentre l’Emilia Romagna, con 242,44 casi, rimarrebbe di poco fuori. Ma si tratta di dati relativi alla settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio che, secondo le stime degli esperti, andranno in peggioramento nel prossimo monitoraggio.

Della modifica e del nuovo Dpcm si parlerà lunedi’ nella riunione tra governo e Regioni convocata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. Già si annunciano fibrillazioni nonostante il ministro abbia fatto sapere che il governo garantirà i ristori a tutte le attività che a causa delle restrizioni resteranno chiuse. I presidentei di Regione non nascondono la loro perplessità alle modifiche: l’automatismo, è il ragionamento, potrebbe finire per penalizzare le Regioni più virtuose, quelle che fanno il maggior numero di tamponi. Si arriverà ad un compromesso, ma la volontà ormai certa del governo è di stringere ulteriormente le maglie soprattutto per evitare che un’impennata dei casi vada a compromettere la campagna di vaccinazioni.

Di questo e molto altro abbiamo parlato questa mattina in diretta durante la rassegna stampa delle ore 6:30 che è possibile ascoltare cliccando qui.

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