Rapina, droga e maltrattamenti: scatta il carcere. Ecco i reati commessi dal 42enne.

Carcerazione a Pordenone: 42enne trasferito dal domicilio al carcere dopo cumulo pene superiore ai due anni.

29 aprile 2026 15:00
Rapina, droga e maltrattamenti: scatta il carcere. Ecco i reati commessi dal 42enne. -
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PORDENONE – Nella serata del 28 aprile 2026, i Carabinieri della Stazione di Prata di Pordenone hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un cittadino di origini marocchine di 42 anni, identificato con le iniziali R.Y., che si trovava già sottoposto alla misura della detenzione domiciliare presso la propria abitazione.

Il provvedimento di carcerazione

Il trasferimento nel carcere cittadino è stato disposto a seguito dell’emissione di un provvedimento di cumulo pene da parte della Procura della Repubblica di Pordenone. Tale atto ha portato alla rideterminazione della condanna complessiva definitiva, fissata in due anni, cinque mesi e sette giorni di reclusione.

La nuova quantificazione della pena ha superato la soglia massima dei due anni prevista dalla normativa vigente per poter usufruire della misura alternativa della detenzione domiciliare. Proprio per questo motivo, l’Ufficio di Sorveglianza di Udine ha disposto la cessazione immediata del beneficio, ordinando il trasferimento dell’uomo in carcere.

Le condanne e i reati contestati

Le condanne ormai definitive che hanno portato al ricalcolo della pena si riferiscono a una serie di condotte illecite commesse tra il 2015 e il 2021 nel territorio della provincia di Pordenone.

Nel dettaglio, le vicende riguardano un episodio di rapina avvenuto nel 2015 all’interno di un esercizio commerciale, a cui si aggiungono numerose violazioni in materia di stupefacenti registrate nel 2021 tra Pordenone e San Vito al Tagliamento. A queste si sommano anche reiterati maltrattamenti in ambito familiare, che hanno contribuito a definire il quadro complessivo delle responsabilità penali.

Sanzioni e misure accessorie

Il provvedimento eseguito nei confronti dell’uomo non si limita alla sola detenzione. È infatti previsto anche il pagamento di una pena pecuniaria pari a 10.200 euro, oltre all’applicazione della misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio dello Stato per una durata di dieci anni, che scatterà al termine dell’espiazione della pena.

Il trasferimento in carcere

Al termine delle formalità di rito, i militari operanti hanno provveduto ad accompagnare l’interessato presso la Casa Circondariale di Pordenone, dove rimane ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente per l’esecuzione della pena definitiva.

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