Volontario e sportivo stroncato dalla malattia a 32 anni: chi era Enrico
Denno piange Enrico Inama, scomparso a 32 anni dopo una malattia degenerativa: sportivo, volontario e punto di riferimento.
DENNO (TN) - «Ci hai lasciato molto più di quello che sembra: un esempio, un modo di stare insieme, una forza discreta che continuerà a guidarci». Sono parole cariche di emozione quelle con cui i compagni di Dragonbroz hanno voluto salutare Enrico Inama, scomparso a soli 32 anni, lasciando un vuoto profondo non solo tra amici e familiari, ma in un’intera comunità.
Enrico viveva con la sua famiglia a Denno ed era una persona conosciuta e stimata per il suo impegno costante, la sua disponibilità e una presenza sempre misurata ma autentica. Grande sportivo, era attivo anche professionalmente alla Fondazione Mach, realtà nella quale aveva saputo distinguersi per serietà e dedizione.
La diagnosi e la battaglia silenziosa
Negli scorsi mesi, a Enrico era stata diagnosticata una malattia genetica degenerativa. Una notizia arrivata come un colpo improvviso, affrontata con quella determinazione discreta che lo ha sempre contraddistinto. Nonostante la voglia di andare avanti e il coraggio con cui ha affrontato il percorso, la patologia non gli ha purtroppo lasciato scampo.
L’impegno nello sport e nel volontariato
Molto conosciuto in paese, Enrico era impegnato attivamente nella Società alpinisti tridentini e nel comitato organizzatore del carnevale, due ambiti nei quali aveva saputo costruire relazioni solide e lasciare un segno tangibile. La sua era una presenza mai invadente, ma costante, capace di tenere uniti i gruppi e dare forza ai progetti comuni. Era anche membro di una società sportiva dilettantistica di pagaia.
Il ricordo dei Dragonbroz
I compagni di pagaiate di Dragonbroz lo ricordano come una persona capace di parlare anche attraverso il silenzio. «Alcune persone non hanno bisogno di parlare tanto per farsi sentire – scrivono – tu sei stato con noi per molti anni, in barca, nel tempo che scorre lento e vero. Presente, affidabile, forte».
Un silenzio che per Enrico non era assenza, ma ascolto, rispetto, profondità. «Avevi un rapporto speciale con il silenzio – continuano – e in quel silenzio sapevi insegnare più di mille parole». Allenamenti, gare, risate: ogni momento veniva affrontato con una calma determinazione che lasciava il segno, senza mai forzare nulla, trovando spazio in modo naturale, giorno dopo giorno.
Una comunità unita nel dolore
In queste ore sono numerosissimi i messaggi di cordoglio e di vicinanza alla famiglia, a testimonianza di quanto Enrico fosse apprezzato e benvoluto.
Il funerale si terrà domani alle ore 14, nella chiesa parrocchiale, dove la comunità si stringerà per l’ultimo saluto a un giovane uomo che ha lasciato un’eredità fatta di esempio, umanità e presenza autentica.