Addio a Gianpaolo Donzelli, il “medico dei bambini” che ha fatto la storia della neonatologia
Si è spento a 78 anni Gianpaolo Donzelli, luminare della neonatologia italiana e punto di riferimento per i neonati fragili al Meyer di Firenze.
ROVIGO - Si è spento due sere fa, a 78 anni, Gianpaolo Donzelli, definito da molti come il “medico dei bambini”, luminare della neonatologia italiana e riferimento per decenni nella cura dei neonati più fragili. La sua storia professionale è indissolubilmente legata all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove ha iniziato nel Pronto soccorso pediatrico e ha guidato per anni la Terapia intensiva neonatale, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della neonatologia moderna in Italia.
Origini e percorso accademico
Nato a Rovigo il 12 novembre 1947, Donzelli proveniva da una famiglia nota in città. Fratello di Onofrio Donzelli, ex docente universitario e esponente politico, e zio di Giampaolo Donzelli, fotografo, e di Andrea, ex assessore comunale, Gianpaolo si laurea in Medicina all’Università di Bologna e si specializza in Clinica pediatrica all’ateneo di Firenze, città che diventa il centro della sua vita personale e professionale.
Tra il 1975 e il 1977 dirige la clinica pediatrica dell’ospedale di Tosamaganga, in Tanzania, per poi tornare in Italia e continuare la sua attività di ricerca al CNR e all’Università di Firenze, fino al 2018. Non ha mai interrotto il legame clinico con il Meyer, dove ha formato generazioni di pediatri e neonatologi.
Una carriera di eccellenza
Nel corso della sua vita professionale, Donzelli ha ricoperto incarichi di grande rilievo:
Presidente della Società Italiana di Medicina Perinatale
Coordinatore del Centro Malattie Pediatriche della Regione Toscana
Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica
Presidente della Fondazione Meyer dal 2015 al 2023
È stato promotore della Carta di Firenze, documento fondamentale sulle cure dei neonati estremamente prematuri, e autore di oltre 500 articoli scientifici e numerosi volumi specialistici.
Ricordi e testimonianze
Profondo e commosso il ricordo del nipote Andrea: «Un uomo che ha lasciato un segno profondo in questa vita… fedele al suo amore per l’uomo e al rifiuto di ogni forma di violenza… curiosità, scienza, passione, umanità». Anche Elisabetta Sgarbi, autrice e regista, e il mondo del rugby rodigino hanno espresso il loro cordoglio.
I funerali si terranno oggi, 10 gennaio alle ore 15, nella basilica di San Miniato al Monte a Firenze.