Adriatic LNG copre il 14% della domanda italiana di gas nel primo semestre 2026
Nel semestre immessi in rete 4,4 miliardi di metri cubi. Pubblicato anche il nuovo Bilancio di Sostenibilità della società
ROVIGO - Adriatic LNG ha immesso nella rete nazionale 4,4 miliardi di metri cubi di gas naturale tra gennaio e giugno 2026, coprendo il 14% della domanda italiana del semestre e oltre il 40% delle importazioni nazionali di GNL. Un dato che conferma il terminale al largo della costa veneta come terza fonte di importazione di gas in Italia, dopo i gasdotti che arrivano da Algeria e Azerbaijan.
Nel periodo considerato la domanda italiana di gas è stata pari a circa 32,6 miliardi di metri cubi. Il volume gestito da Adriatic LNG risulta in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente e arriva in una fase segnata dalla crisi nel Golfo Persico, che ha comportato una temporanea interruzione dei flussi di GNL provenienti dal Qatar attraverso lo Stretto di Hormuz.
Le forniture nel semestre e le rotte alternative
In questa fase di tensione sui mercati energetici, il terminale ha mantenuto la continuità operativa adattandosi alle nuove esigenze di approvvigionamento dei clienti. La riduzione temporanea dei carichi dal Qatar è stata compensata da forniture provenienti dagli Stati Uniti.
Nel primo semestre sono arrivate 41 navi metaniere: 28 dagli USA e 13 dal Qatar. La diversa distribuzione geografica delle provenienze del GNL fotografa il riequilibrio delle rotte seguito alle difficoltà nell’area del Golfo.
Dall’avvio delle attività operative, nella seconda metà del 2009, Adriatic LNG ha immesso nella rete nazionale oltre 113 miliardi di metri cubi di gas e ha ricevuto più di 1.250 navi metaniere provenienti da diverse aree geografiche.
Il nuovo Bilancio di Sostenibilità
Accanto ai dati industriali, la società ha pubblicato il nuovo Bilancio di Sostenibilità, redatto secondo gli standard europei VSME per le piccole e medie imprese non quotate, sviluppati da EFRAG. Il documento rendiconta i risultati raggiunti su sicurezza, persone, ambiente e rapporti con il territorio.
Nel report trovano spazio anche le attività per il personale e le nuove iniziative dedicate ai dipendenti, insieme agli interventi ambientali e ai progetti rivolti alle comunità locali. Il tema della rendicontazione non finanziaria si inserisce in un contesto più ampio che riguarda anche il bilancio di sostenibilità adottato da altre realtà produttive del territorio.
Fondo per pesca e acquacoltura tra Polesine e Cavarzere
Tra gli elementi evidenziati nel documento c’è il legame con l’area polesana e con il litorale veneto. Nel 2025, nell’ambito del progetto di aumento di capacità, Adriatic LNG ha istituito un fondo volontario da 2,25 milioni di euro, da distribuire nell’arco di sei anni, destinato a progetti di sviluppo e iniziative a supporto della pesca e dell’acquacoltura nel Polesine e nel Comune di Cavarzere.
Il report segnala inoltre l’indotto creato dalla società: 25 imprese venete, attive in settori come manutenzione, logistica, sicurezza e ambiente, collaborano con Adriatic LNG. Sul fronte sociale, sono stati sostenuti 19 progetti di responsabilità sociale.
Emissioni e progetto Custodi del Mare
Sul piano ambientale, la società ha proseguito il miglioramento del monitoraggio delle emissioni anche attraverso l’adesione volontaria a Oil & Gas Methane Partnership 2.0, programma promosso dall’UNEP per la rendicontazione e la riduzione delle emissioni di metano.
Nel corso dell’anno è stato inoltre avviato Custodi del Mare, progetto di educazione ambientale realizzato con Plastic Free per sensibilizzare sulla tutela dell’ambiente marino. A commentare l’impostazione del report è stato Alfredo Balena, direttore delle Relazioni Esterne di Adriatic LNG, secondo cui la sostenibilità rappresenta una componente integrata nella gestione industriale quotidiana della società.