Università Popolare degli Studi di Milano, nuovi modelli per chi torna a studiare
Cresce il ritorno agli studi tra gli adulti: formazione flessibile, crediti e percorsi su misura per lavoro e carriera
Nel panorama della formazione contemporanea, uno dei fenomeni più evidenti riguarda il ritorno agli studi da parte di una fascia sempre più ampia di adulti. Non si tratta di una semplice ripresa tardiva di percorsi interrotti, ma di una scelta consapevole legata all’evoluzione del mercato del lavoro, alla necessità di aggiornare le competenze e, in molti casi, alla volontà di ridefinire il proprio percorso professionale. In questo contesto si inserisce l’esperienza dell’Università Popolare degli Studi di Milano, che negli ultimi anni ha sviluppato un’offerta formativa orientata proprio a questo tipo di domanda.
L’istituto propone percorsi che spaziano dalle discipline giuridiche ed economiche alle scienze sociali, dalla comunicazione alla criminologia, fino agli ambiti più legati al benessere, al counseling e al coaching.
Si tratta di un’offerta che intercetta esigenze diverse, ma che trova un punto di convergenza nella flessibilità dei modelli didattici. La possibilità di alternare formazione online e attività in presenza rappresenta uno degli elementi che rendono questi percorsi accessibili a chi lavora o ha impegni familiari strutturati.
È su questo aspetto che insiste Marco Grappeggia, presidente dell’Università Popolare degli Studi di Milano, che individua nella trasformazione del profilo dello studente uno dei cambiamenti più significativi. “Oggi non parliamo più soltanto di giovani che entrano nel sistema universitario subito dopo il diploma, ma di persone che hanno già un’esperienza professionale e che tornano a studiare con obiettivi precisi”, osserva Marco Grappeggia. Secondo il presidente, questo cambiamento impone anche una revisione dei modelli educativi: “La formazione deve essere costruita attorno alle esigenze reali delle persone, tenendo conto del tempo a disposizione, delle competenze già acquisite e degli obiettivi che ciascuno intende raggiungere.”
Accanto alla struttura didattica, un altro elemento rilevante riguarda il sistema di riconoscimento dei crediti formativi, che consente di valorizzare esperienze professionali pregresse e percorsi accademici già svolti. L’adozione del modello ECTS, utilizzato a livello europeo, si inserisce in un quadro più ampio che richiama la Convenzione di Lisbona del 1997, riferimento normativo per la valutazione dei titoli tra ordinamenti diversi.
Il tema del valore legale dei titoli resta comunque legato alla distinzione tra riconoscimento accademico ed equipollenza, aspetti disciplinati da procedure specifiche nel sistema italiano.
Proprio su questo punto Grappeggia invita a una lettura attenta del contesto. “Il nostro ruolo è offrire percorsi formativi solidi, coerenti con standard internazionali e capaci di rispondere a esigenze concrete. La valutazione dei titoli, come è noto, dipende poi dagli ambiti in cui vengono utilizzati e dalle normative di riferimento”, sottolinea, richiamando la necessità di un approccio informato da parte degli studenti.
L’evoluzione della formazione universitaria si muove oggi lungo direttrici che privilegiano la personalizzazione dei percorsi e l’integrazione tra studio e lavoro. In questo scenario, l’Università Popolare degli Studi di Milano rappresenta una delle realtà che stanno cercando di interpretare questo cambiamento, puntando su un modello che combina accessibilità, articolazione dell’offerta e attenzione alle esigenze di un pubblico adulto. La crescita della domanda di formazione continua, unita alla diffusione degli strumenti digitali, sta progressivamente ridefinendo il rapporto tra istruzione e carriera, rendendo sempre più centrale la capacità di adattare i percorsi educativi a contesti professionali in trasformazione.