Gli sequestra la pistola ad acqua, prete gettato a terra e picchiato: «Non riuscivo a respirare»

Parroco aggredito a Treviso dopo un richiamo a minori, indagini in corso e solidarietà del sindaco.

18 giugno 2026 17:47
Gli sequestra la pistola ad acqua, prete gettato a terra e picchiato: «Non riuscivo a respirare» -
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TREVISO - Nel pomeriggio del 15 giugno, nell’area della parrocchia di San Bartolomeo a Treviso, un sacerdote è intervenuto per richiamare due ragazzini intenti a giocare con una pistola ad acqua. L’oggetto è stato sottratto per evitare sprechi e comportamenti ritenuti inappropriati. Il gesto ha innescato una reazione successiva che ha portato a un episodio di inaudita violenza.

Intervento e successiva reazione violenta nell’area dell’oratorio

Dopo il richiamo, uno dei presenti di 16 anni avrebbe colpito il parroco più volte, tra cui colpi alla schiena e ulteriori aggressioni, prima di allontanarsi insieme ad altri giovani coinvolti. Il sacerdote, don Francesco Filipputti, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari. È stato successivamente accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello per accertamenti dovuti al dolore riportato.

Intervista al Gazzettino, il racconto della dinamica e il momento dell’aggressione

In un’intervista rilasciata al Gazzettino, don Francesco Filipputti ha ricostruito con maggiore dettaglio i passaggi che hanno preceduto e seguito l’aggressione. Dopo il richiamo iniziale, sarebbe intervenuto il proprietario della pistola ad acqua, appartenente allo stesso gruppo. A quel punto il sacerdote avrebbe scelto di allontanarsi per evitare un’escalation del confronto.

Secondo quanto riportato, proprio in quel momento il giovane lo avrebbe raggiunto alle spalle. “Mi ha afferrato per il marsupio che portavo a tracolla e mi ha colpito con tre ginocchiate alla schiena - racconta -. Sono caduto e per alcuni momenti non riuscivo a respirare né a rialzarmi. Non mi sono difeso e ho gridato aiuto”.

Accertamenti dei carabinieri e raccolta delle testimonianze

I carabinieri di Treviso hanno avviato le verifiche per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Sono state raccolte le testimonianze dei presenti e avviata l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di identificare i responsabili dell’episodio.

Il messaggio del parroco dopo l’accaduto e l’apertura al dialogo

Nonostante l’aggressione subita, il sacerdote ha scelto di intervenire sui social con un messaggio dai toni concilianti. In un passaggio ha scritto: “Mi dispiace, del casino di oggi”. Nel suo intervento ha espresso rammarico per quanto accaduto, sottolineando le difficoltà nel gestire le tensioni con i più giovani e la complessità del contesto educativo dell’oratorio. Ha inoltre evidenziato come esistano anche segnali positivi tra i ragazzi che frequentano gli spazi parrocchiali, fatti di piccoli gesti di collaborazione e rispetto.

Solidarietà istituzionale e vicinanza della comunità locale

Dopo l’episodio, sono arrivate numerose manifestazioni di sostegno. Il sindaco di Treviso, Mario Conte, ha contattato telefonicamente il parroco per esprimere vicinanza e condanna dell’accaduto, sottolineando l’importanza del rispetto e della convivenza civile negli spazi pubblici e educativi.

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