Alex Camera prepara la scalata nella Grotta Gigante: test su 30 metri, obiettivo 94

L’atleta pordenonese ha completato i primi test tecnici nella cavità di Trieste, dove punta a una risalita in rope climb lunga 94 metri.

09 ottobre 2026 13:08
Alex Camera prepara la scalata nella Grotta Gigante: test su 30 metri, obiettivo 94 -
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TRIESTE - Una risalita in rope climb lunga 94 metri dal fondo della Grotta Gigante fino verso l’alto: è la nuova prova estrema preparata dall’atleta pordenonese Alex Camera, che nei giorni scorsi ha effettuato i primi test tecnici all’interno della cavità carsica alle porte di Trieste.

Camera, già noto per aver trattenuto in decollo un biplano De Havilland Tiger Moth per quasi 10 secondi, ha scelto questa volta uno degli ambienti più complessi del territorio: la Grotta Gigante, entrata nel 1995 nel Guinness World Record come grotta a sala unica più grande del mondo.

I primi test nella cavità

Le prove iniziali si sono svolte ieri su un primo tratto di 30 metri di corda, ancorata a un verricello di sicurezza. Il test è servito al team per verificare la fattibilità tecnica della risalita e mettere a punto i protocolli di sicurezza in vista del tentativo completo.

Accanto all’atleta era presente una squadra specializzata composta da tre tecnici, impegnati nella sicurezza generale e nelle manovre di calata in corda. Durante l’allenamento Camera ha operato costantemente con imbragatura di sicurezza.

Le difficoltà della salita nella Grotta Gigante

L’impresa presenta criticità particolari legate all’ambiente ipogeo. Il primo ostacolo è l’umidità elevata della grotta, che crea condensa sulla corda e rende la presa più difficile, con una respirazione resa più faticosa dalle condizioni del luogo.

Alex Camera prepara la scalata nella Grotta Gigante: test su 30 metri, obiettivo 94

Un secondo elemento da gestire è il terreno argilloso sul fondo della cavità. L’argilla tende infatti a sporcare la corda e a ridurre l’attrito delle calzature e dei bloccanti usati nella risalita.

A complicare ulteriormente il lavoro c’è anche il peso della stessa corda: in una salita di questa lunghezza, i 94 metri pendenti sotto l’atleta generano una resistenza significativa nel momento in cui Camera chiude la presa con le gambe.

Come sarà gestita la sicurezza

Per limitare questo effetto, la squadra posizionata a terra e in quota recupererà progressivamente la base della corda verso l’alto, lasciandone pendere soltanto un paio di metri sotto i piedi dell’atleta. Un accorgimento tecnico necessario per alleggerire la resistenza durante l’ascesa e rendere possibile il tentativo in un ambiente già reso impegnativo da umidità e fango.

La nuova sfida di Alex Camera prende così forma tra Pordenone e Trieste, con una prova che unisce preparazione atletica e gestione tecnica in uno dei luoghi sotterranei più noti del Friuli Venezia Giulia. I primi test hanno riguardato il tratto iniziale di 30 metri, passaggio preliminare alla risalita completa prevista lungo tutti i 94 metri della corda.

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