All.Co di Vigonza, firmato l’accordo integrativo dopo 27 ore di sciopero

Accordo nello stabilimento padovano dell’azienda dell’alluminio dopo mesi di trattativa.

30 luglio 2026 15:58
All.Co di Vigonza, firmato l’accordo integrativo dopo 27 ore di sciopero -
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VIGONZA - Dopo mesi di confronto e 27 ore di sciopero, alla All.Co spa di Vigonza è stato firmato l’accordo integrativo di secondo livello tra azienda, RSU e Fiom Cgil di Padova. L’intesa riguarda lo stabilimento produttivo della provincia di Padova, dove lavorano circa 70 dipendenti, e chiude una trattativa avviata nella primavera 2026.

Il punto centrale dell’accordo è l’introduzione di un premio di risultato variabile legato a obiettivi considerati realistici per il sito produttivo di Vigonza. L’intesa prevede inoltre un riconoscimento aggiuntivo di welfare, una revisione migliorativa dei costi della mensa a carico dei lavoratori e un impegno programmato ad affrontare l’implementazione dell’impianto riattivato con un ampliamento dell’orario di lavoro distribuito nell’anno.

Cosa cambia nello stabilimento di Vigonza

All.Co è un’azienda che progetta e realizza estrusi in alluminio per il comparto industriale ed edilizio. Ha tre stabilimenti, con sede centrale a Pisa e uno dei siti produttivi a Vigonza.

La trattativa per il contratto di secondo livello era partita in primavera sulla base della piattaforma votata dai lavoratori dello stabilimento padovano. Fin dall’inizio, però, erano emerse forti distanze tra rappresentanza sindacale e azienda, sia sui contenuti sia sul metodo del confronto.

Lo stabilimento di Vigonza arrivava alla trattativa dopo una fase difficile. I dipendenti avevano infatti attraversato prima un anno di cassa integrazione guadagni e poi un altro anno di contratto di solidarietà. A questo si era aggiunto, prima del periodo di crisi, lo stop di uno dei due impianti di estrusione dell’alluminio presenti in azienda, con il trasferimento delle matrici di estrusione nello stabilimento di Pisa, dove l’attività produttiva era proseguita senza ricorso ad ammortizzatori sociali.

La vertenza e gli scioperi

Con la ripresa dell’attività e l’avvio del revamping del secondo impianto, tra i lavoratori di Vigonza erano cresciute le aspettative per il ritorno a un accordo integrativo che tenesse conto della nuova fase produttiva e dei sacrifici affrontati negli anni precedenti.

Durante il negoziato, però, trovare un punto d’intesa si è rivelato complesso. Per questo la RSU ha proclamato lo stato di agitazione, con scioperi articolati che, secondo quanto riferito dal sindacato, hanno registrato un’ampia adesione.

La svolta è arrivata dopo settimane di mobilitazione. Le 27 ore di sciopero, organizzate in più fasi e costruite per rallentare quasi completamente le attività produttive, hanno portato alla riapertura del tavolo, poi chiuso con un accordo ritenuto soddisfacente dalle parti sindacali.

Premio di risultato, welfare e mensa

Secondo Fiom Cgil Padova, l’intesa valorizza la capacità produttiva del sito di Vigonza attraverso un premio di risultato variabile basato su obiettivi concreti. Nell’accordo trovano spazio anche un’integrazione di welfare collegata al PDR e condizioni migliorative sui costi della mensa per i lavoratori.

Tra i punti inseriti nel testo c’è anche l’impegno a discutere l’utilizzo del secondo impianto riattivato, con una diversa distribuzione dell’orario di lavoro nel corso dell’anno.

Michele Iandiorio e Francesca Battisti della Fiom di Padova hanno definito l’intesa un traguardo raggiunto dopo una trattativa lunga e difficile, sottolineando che l’accordo ha permesso di mantenere uniti i lavoratori e di arrivare, attraverso una mediazione, ai risultati richiesti dalla piattaforma presentata nello stabilimento di Vigonza.

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