Amaro perde il medico di famiglia, Liguori: in Carnia il problema si ripete

La consigliera regionale sollecita una risposta strutturale: in alcuni Comuni carnici i cittadini devono spostarsi per le cure.

10 settembre 2026 18:43
Amaro perde il medico di famiglia, Liguori: in Carnia il problema si ripete -
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TRIESTE - La cessazione dell’attività del medico di medicina generale di Amaro, scattata dal 7 settembre, riporta al centro il problema dell’assistenza di base in Carnia. A sollevarlo è la consigliera regionale Simona Liguori (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), che chiede alla Regione di affrontare in modo strutturale una criticità che, a suo avviso, non può più essere gestita come una sequenza di emergenze locali.

Secondo Liguori, il pensionamento di un medico di famiglia è un passaggio fisiologico della vita professionale, ma diventa un segnale di fragilità organizzativa quando, in un territorio come la Carnia, lascia scoperti o in difficoltà centinaia di cittadini. Il caso di Amaro, osserva la consigliera, non sarebbe isolato ma si inserirebbe in un quadro più ampio, nel quale alcuni Comuni carnici sono privi di medico di medicina generale e in altre aree un solo professionista deve garantire assistenza a residenti di più Comuni.

Il problema per chi vive nei territori montani

Per la consigliera regionale non basta indicare ai cittadini la possibilità di scegliere un medico in un Comune vicino. Una soluzione del genere, sostiene, può rappresentare un disagio per chi dispone di un’auto, ma rischia di trasformarsi in una vera barriera di accesso alle cure per anziani, persone fragili o cittadini che non guidano.

Liguori mette l’accento soprattutto sulle distanze da coprire per raggiungere il proprio medico, un ambulatorio o la Casa della comunità: se una persona anziana deve percorrere molti chilometri, la presenza di posti disponibili altrove non equivale automaticamente a un servizio davvero accessibile. In questo quadro rientrano più in generale i temi della assistenza territoriale e dell’accesso alle cure, già al centro del dibattito sanitario anche in Friuli Venezia Giulia, come mostrano studi e attività di ricerca portati avanti dal CRO di Aviano.

La richiesta alla Regione

La proposta avanzata da Liguori punta a rafforzare il sistema di trasporto sociale e sanitario, con particolare attenzione alle persone anziane, fragili e prive di mezzi propri. L’idea è quella di prevedere collegamenti dai territori più periferici verso i servizi sanitari, insieme a modalità di prenotazione semplici.

Per la consigliera, se ai cittadini viene chiesto di spostarsi per dieci, quindici o venti chilometri per raggiungere un medico o una struttura sanitaria, deve essere garantita anche una risposta concreta su come arrivarci. Diversamente, il servizio rischia di restare disponibile solo sulla carta.

Liguori definisce quindi il trasporto sociale e sanitario una componente indispensabile dell’organizzazione dell’assistenza nei territori montani, da potenziare proprio perché utile ad abbattere le barriere di accesso alle cure nelle aree più periferiche della Carnia.

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