«Siate puntuali al mio funerale», l’addio di Andrea De Filippo sui social: «Lassù mi aspettano già» | VIDEO
Auronzo piange Andrea De Filippo, morto a 51 anni dopo la Sla. Il suo ultimo gesto è stato donare gli organi.
AURONZO DI CADORE - Auronzo di Cadore piange Andrea De Filippo, morto a 51 anni dopo una malattia diagnosticata circa un anno fa. Insieme alla madre Tiziana gestiva lo storico albergo Juventus, affacciato sul lago di Santa Caterina, attività di famiglia portata avanti dopo la scomparsa del padre Renzo.
Secondo quanto riferito dai familiari, circa un anno fa ad Andrea era stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica, la Sla. La notizia era rimasta riservata fino al progressivo aggravarsi delle sue condizioni.
L’ultimo gesto: la donazione degli organi
Prima di morire, Andrea ha compiuto una scelta capace di offrire speranza ad altre persone: ha donato i propri organi.
È stato lui stesso a raccontarlo attraverso un messaggio affidato ai social.
«Il mio ultimo desiderio si è realizzato: ho potuto donare una parte di me e offrire così una nuova speranza, una seconda vita, ad altre persone. Adesso il mio cammino continua altrove».
Parole che hanno profondamente colpito la comunità e quanti lo conoscevano.
La malattia diagnosticata un anno fa
Andrea aveva affrontato la malattia mantenendo inizialmente la diagnosi lontana dall’attenzione pubblica.
Negli ultimi tempi, con il peggioramento delle condizioni, erano tornati accanto a lui e alla madre anche la sorella Rosa, residente a Torino, e il fratello Antonio, che lavora in Spagna.
Andrea era stato seguito ad Auronzo dal medico Marco Agostini e successivamente ricoverato a Casa 2 dell’ospedale San Martino di Belluno.
Il messaggio agli amici
Nel suo messaggio di congedo, Andrea aveva anche annunciato il momento dell’ultimo saluto, affrontando con grande serenità una situazione estremamente difficile.
Un pensiero analogo è stato affidato all’epigrafe, nella quale ha voluto ringraziare la propria famiglia, in particolare la madre, gli amici, don Florio e suor Silvia, ricordando anche i momenti difficili attraversati nel corso della vita.
Il ricordo del sindaco
Alla famiglia è arrivato anche il cordoglio del sindaco di Auronzo, Dario Vecellio Galeno.
Il primo cittadino ha ricordato Andrea per il suo carattere e per il messaggio lasciato alla comunità: «Se ne va con un sorriso, con l’ironia e la simpatia che ha sempre contraddistinto la sua persona».
Il volontariato in Brasile
Andrea aveva dedicato parte della propria vita anche agli altri.
Aveva infatti svolto un periodo di volontariato in Brasile presso l’associazione Hospital São Julião. Proprio per sua volontà, eventuali offerte raccolte in sua memoria saranno destinate all’organizzazione con la quale aveva collaborato.
Una famiglia già segnata dal dolore
Per la madre Tiziana, già insegnante di scuola primaria, la morte di Andrea rappresenta un nuovo lutto familiare dopo la perdita dei figli Alberto e Alessandro e del marito Renzo, morto nel luglio 2013 e già pro-sindaco del paese.
Una storia familiare segnata da prove durissime, affrontate nel tempo con grande discrezione.
L’albergo Juventus e quel motto diventato un simbolo
Andrea era conosciuto anche attraverso l’attività dell’albergo Juventus, gestito insieme alla madre sulle rive del lago di Santa Caterina.
La struttura accoglieva i clienti con un motto che oggi assume un significato ancora più profondo: “Arriverete ospiti, partirete amici”.
Una frase che racconta bene lo spirito con cui Andrea viveva il rapporto con le persone e che ora resta come parte del suo ricordo.
Auronzo saluta così un uomo conosciuto per la sua disponibilità, il sorriso e l’ironia. E il suo ultimo gesto, la donazione degli organi, trasforma l’addio in una possibilità di vita per qualcun altro.