Festival dell’Acqua di Staranzano 2026, via alle anteprime con un film evento a Trieste
Mercoledì 22 aprile all’Ariston la proiezione a ingresso libero dell’opera di Momoko Seto, introdotta da Scarel, Bristot e Vladilo.
TRIESTE – Sarà la Giornata Mondiale della Terra ad aprire il percorso di avvicinamento alla quarta edizione del Festival dell’Acqua di Staranzano, la rassegna di divulgazione scientifica dedicata ai temi dell’acqua e dell’ambiente in calendario dal 18 al 24 maggio 2026. Prima tappa: mercoledì 22 aprile, quando il Cinema Ariston ospiterà alle 21 la proiezione gratuita di “Dandelion’s Odyssey – Planètes”, film d’animazione della regista Momoko Seto.
Un’anteprima tra cinema e ambiente
L’appuntamento segna l’avvio di un calendario di anteprime pensato per spaziare tra linguaggi e generi, mantenendo al centro la sensibilizzazione sulla tutela dell’acqua, indicata dal Festival come diritto umano universale e nodo cruciale per la salvaguardia degli ecosistemi.
Un film premiato tra Cannes e Annecy
“Dandelion’s Odyssey – Planètes” arriva a Trieste forte di importanti riconoscimenti internazionali: il Premio FIPRESCI alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2025 e il Premio Grimault al Festival di Annecy nello stesso anno. L’opera è costruita come una favola poetica e senza dialoghi, affidata alle immagini e ai suoni della natura.
La storia: quattro semi nello spazio
Protagonisti sono Dandelion, Baraban, Léonto e Taraxa, quattro semi di tarassaco scampati a un evento nucleare che ha devastato la Terra. Trascinati nello spazio e sospesi tra costellazioni e pianeti sconosciuti, i quattro “viaggiatori” attraversano mondi inediti tra meraviglia e minaccia, alla ricerca di un luogo dove poter mettere radici. Senza parole, i personaggi comunicano con il fremito di uno stelo e il fruscio del pappo, rivelando caratteri distinti e una trama che richiama migrazione, resilienza e difficoltà di abitare un pianeta in trasformazione.
Tecnica ibrida e immagini ad alto impatto
Il lavoro di Seto unisce riprese macro in time-lapse e in ultra slow motion, realizzate tra Giappone, Francia e Islanda. Per catturare set botanici in miniatura ricostruiti in studio sono state impiegate 17 telecamere in simultanea. Il risultato è un ibrido visivo che intreccia live-action e compositing in computer grafica, spingendo oltre i confini della narrazione animata.
Collaborazioni e introduzione
La serata è organizzata con la collaborazione de La Cappella Underground, del Trieste Science+Fiction Festival e del Piccolo Festival dell’Animazione. A introdurre la proiezione saranno Francesco Scarel, direttore scientifico del Festival dell’Acqua, Paola Bristot, direttrice artistica del Piccolo Festival dell’Animazione, e Giovanni Vladilo, già direttore dell’Osservatorio Astronomico di Trieste.
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