Antonio Zamberlan premiato con il “Sesto in Sylvis” per l’impegno sociale a Villorba
Antonio Zamberlan riceve il premio “Sesto in Sylvis” a Villorba per il lungo impegno sociale e cooperativo nella comunità locale.
VILLORBA (TV) – Ieri mattina alla Barchessa di Villa Giovannina si è svolta la cerimonia di consegna del riconoscimento “Sesto in Sylvis” ad Antonio Zamberlan, per il suo lungo impegno a favore della comunità e delle iniziative sociali sul territorio.
Un premio per l’impegno sociale
Zamberlan è tra i fondatori della Cooperativa Alternativa a Vascon di Carbonera, attiva nei progetti di reinserimento per detenuti, persone svantaggiate e malati psichiatrici. Ha guidato importanti realtà locali, tra cui Contarina e la BCC Pordenonese e Monsile, ed oggi presiede la Cooperativa Solidarietà di Treviso.
La cerimonia e le autorità presenti
Alla consegna hanno partecipato oltre 200 persone, tra cui numerose autorità: il sindaco Francesco Soligo, l’ex sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, il parlamentare europeo Alessandro Ciriani, il presidente del consiglio comunale di Treviso Antonio Dotto, il sindaco di Breda di Piave Cristiano Mosole e il direttore di ISRAA Giorgio Pavan, oltre a molti rappresentanti dell’amministrazione villorbese.
Il percorso professionale di Zamberlan
Nato a Villorba nel 1953, dopo il diploma all’Istituto Agrario Cerletti di Conegliano e il servizio militare durante il terremoto del Friuli nel 1976, Zamberlan ha avviato un percorso dedicato al recupero di persone in difficoltà. Fondatore della Cooperativa Alternativa nel 1989, ha coinvolto quasi 2.000 persone nei progetti della cooperativa, arrivando a impiegare oltre 600 lavoratori nei periodi di maggiore espansione. Ha collaborato con il Consorzio Priula per la raccolta differenziata, guidato Contarina, partecipato a Confcooperative, ricoperto incarichi pubblici e presieduto la BCC Pordenonese e Monsile. Dal 2024 guida la Cooperativa Sociale Solidarietà di Treviso.
Origine del premio “Sesto in Sylvis”
Istituito nel 2005, il riconoscimento prende il nome dal sigillo dell’abate Tommaso de Savioli dell’abbazia di Santa Maria in Sylvis di Sesto al Reghena, che aveva ricevuto terreni e proprietà nella frazione di Lancenigo. La pergamena più antica risale al 12 ottobre 1005, rendendo il premio anche un omaggio alla storia locale. Ogni anno viene conferito a cittadini distintisi nei campi dell’arte, cultura, sport, economia o in iniziative sociali, filantropiche e umanitarie.
Albo d’oro dei premiati
Tra i premiati in passato figurano imprenditori, artisti, storici, associazioni e figure istituzionali locali, tra cui Guido Ceccato, Carlo e Giovanni Pinarello, Francesco Grollo, Armando Padoan, Dino Caramel e molti altri.