Artegna inaugura il monumento per i 50 anni dal terremoto del 1976

L’opera di Giovanni Basso è stata benedetta sul Colle di San Martino, luogo simbolico della ricostruzione friulana.

03 maggio 2026 09:30
Artegna inaugura il monumento per i 50 anni dal terremoto del 1976 -
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ARTEGNA - Un nuovo monumento sul Colle di San Martino ricorda, ad Artegna, i cinquant’anni dal terremoto del 1976. L’opera è stata inaugurata e benedetta nella giornata del 2 maggio durante una cerimonia dedicata alla memoria del sisma e al percorso di ricostruzione del Friuli.

Il monumento sul Colle di San Martino

Il luogo scelto ha un forte valore simbolico per la comunità. Dal Colle di San Martino, dopo la scossa del 6 maggio 1976, si poteva osservare un paese profondamente ferito. Oggi quello stesso spazio diventa un punto dedicato al ricordo, al silenzio e alla riflessione.

Alla cerimonia è intervenuta anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha richiamato il significato del colle e del vicino Castello di Savorgnan, indicato come uno dei simboli della rinascita di Artegna e del modello friulano di ricostruzione.

La cerimonia e i presenti

L’incontro è stato introdotto dal sindaco Alessandro Marangoni. Tra i presenti anche il vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, il delegato del vescovo di Vicenza, il vicario episcopale per l’Evangelizzazione nelle unità pastorali don Flavio Marchesini, e il vicario generale e vicario per la Forania della Pedemontana dell’Arcidiocesi di Udine don Dino Bressan.

L’artista Giovanni Basso, autore dell’opera, ha illustrato il significato del monumento, realizzato anche con il sostegno di PrimaCassa. La composizione raffigura una donna sofferente, immagine del Friuli colpito dal sisma, un’aquila ferita e un germoglio che torna a crescere dopo le difficoltà.

La frase di Zamberletti

Sullo sfondo del monumento è stata incisa una frase dell’onorevole Giuseppe Zamberletti: "Un popolo non muore con il crollo delle case e il Friuli è vivo perché sono vivi i valori che ne costituiscono l’anima".

Il richiamo a Zamberletti, figura centrale della ricostruzione, ha accompagnato il messaggio della giornata: conservare la memoria del terremoto e trasmettere alle nuove generazioni i valori di solidarietà, aiuto reciproco e dignità che hanno segnato la ripartenza del Friuli.

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