Artigianato in Friuli Venezia Giulia, 187 milioni di investimenti in 5 anni
L'assessore Bini fa il punto con Confartigianato e Cata Fvg: secondo bando carburanti in arrivo a ottobre, con platea allargata.
TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia il comparto artigiano ha attivato 187,2 milioni di euro di investimenti privati nel quinquennio 2021-2025 grazie ai canali contributivi gestiti dal Cata Fvg. Il dato è emerso nel confronto dei giorni scorsi tra l'assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, i vertici di Confartigianato Imprese Fvg e quelli del Cata Fvg. Dall'incontro è arrivata anche un'indicazione pratica per le imprese: il secondo bando ristori carburanti, in apertura a inizio ottobre 2026, sarà esteso anche agli artigiani con un'incidenza particolarmente elevata dei costi di benzina e gasolio nel conto economico.
Secondo i numeri illustrati dalla Regione, il settore conta 27.804 sedi d'impresa attive e mantiene un saldo positivo anno su anno. Bini ha collegato la capacità di investimento del comparto alla continuità degli incentivi regionali, sottolineando come il sostegno pubblico serva a favorire acquisti di macchinari, rinnovo di attrezzature e avvio di nuove attività.
Il nuovo bando ristori carburanti
La novità più immediata riguarda il prossimo intervento sui costi energetici legati ai trasporti e alla mobilità d'impresa. L'assessore ha annunciato che la platea del secondo bando ristori carburanti sarà ampliata e comprenderà anche le imprese artigiane che registrano un peso rilevante delle spese per benzina e gasolio.
Il tema è stato affrontato durante l'incontro con la delegazione del comparto artigiano, composta dal vicepresidente vicario di Confartigianato Imprese Fvg Lino Calcina, dal segretario regionale Enrico Eva, dal presidente del Cata Fvg Ariano Medeot e dal direttore Alessandro Quaglio. Il confronto, in vista delle prossime manovre economiche, è servito a verificare l'andamento degli incentivi regionali e a raccogliere le priorità segnalate dalle rappresentanze di settore.
I numeri del quinquennio 2021-2025
Nel periodo 2021-2025 i canali contributivi gestiti dal Cata Fvg hanno raccolto 12.517 domande, a fronte di un valore complessivo dei contributi richiesti pari a 68,2 milioni di euro. Gli investimenti attivati dalle imprese hanno raggiunto appunto 187,2 milioni di euro, con un rapporto di leva di 2,74: in pratica, per ogni euro pubblico investito nell'artigianato, ne sono stati generati quasi tre di investimenti privati.
Sul fronte delle somme liquidate, tra il 2021 e il 2024 la crescita è stata del 49%, passando da 8,6 a 12,8 milioni di euro. Il 2025 è risultato l'anno più forte dell'intero quinquennio per tre indicatori: 2.472 domande liquidate, 13,8 milioni di euro complessivamente erogati e un valore medio di 5.365 euro per domanda.
Il bilancio del Cata Fvg e le linee di contributo
Nel corso dell'incontro, Ariano Medeot ha riassunto l'attività del Cata Fvg attraverso quattro indicatori: 14 anni di attività, 129 milioni di euro complessivamente erogati alle imprese, nessuna impresa avente diritto rimasta senza contributo per mancanza di fondi e un tempo medio di erogazione di 45 giorni.
Oltre al programma annuale di settore e alla partecipazione a eventi fieristici, il Cata Fvg gestisce 8 linee contributive regionali dedicate all'artigianato. Gli incentivi riguardano imprese di nuova costituzione, partecipazione a mostre e fiere, commercio elettronico, artigianato artistico, micro imprese, ammodernamento tecnologico, studi di fattibilità per nuove iniziative economiche e artigianato tipico.
Dove si concentrano le domande
La distribuzione territoriale delle richieste mostra un forte peso della provincia di Udine, che concentra il 55,5% delle domande presentate tra 2021 e 2025. Seguono Pordenone con il 27,7%, Trieste con l'8,5% e Gorizia con l'8,3%.
Durante il confronto, la delegazione di Confartigianato, rappresentata da Lino Calcina, ha ringraziato l'assessore per la continuità del sostegno al sistema delle imprese. In chiusura Bini ha ribadito l'intenzione della Regione di mantenere aperto il confronto con il comparto, indicando l'artigianato come una componente essenziale dell'identità produttiva del Friuli Venezia Giulia e confermando la volontà di proseguire con misure a supporto degli investimenti e dell'attività delle imprese.