ArtVerona 2026, alla Biblioteca Capitolare arrivano gli arazzi da fotografie termiche
Inaugurazione l’8 ottobre alle 19 nella biblioteca più antica al mondo ancora attiva. Il 9 ottobre anche il Premio Fondazione Nadia Zenato.
VERONA - La Biblioteca Capitolare apre le sue sale all’arte contemporanea in occasione di ArtVerona 2026. Da giovedì 8 ottobre con inaugurazione alle 19, e poi dal 9 all’11 ottobre, la mostra “Innesti contemporanei” porta negli spazi della biblioteca veronese le opere di Rebecca Moccia, Zana Masombuka e Annalaura Tamburrini, in un percorso curato da Luca Panaro che mette in dialogo lavori contemporanei, manoscritti, dipinti e oggetti sacri.
L’intervento è promosso dalla Fondazione Nadia Zenato ETS e si inserisce nei giorni di ArtVerona 2026. Per il pubblico il dato pratico è doppio: da una parte l’apertura della mostra negli ambienti della Capitolare, dall’altra il conferimento del Premio Fondazione Nadia Zenato in programma venerdì 9 ottobre, dedicato ai giovani artisti under 40.
Date, orari e sedi della mostra
L’inaugurazione è fissata per giovedì 8 ottobre alle ore 19.00 alla Biblioteca Capitolare di Verona. La mostra resta poi aperta da venerdì 9 a domenica 11 ottobre. Gli orari comunicati sono: venerdì 9 ottobre e sabato 10 ottobre dalle 10 alle 21, domenica 11 ottobre dalle 10 alle 18.
La sede scelta non è secondaria: la Biblioteca Capitolare viene indicata come la più antica biblioteca al mondo ancora in attività e conserva oltre 1.200 manoscritti, alcuni dei quali unici. Proprio questo patrimonio storico diventa il punto di confronto scelto dal curatore per costruire l’esposizione.
Le opere in dialogo con manoscritti e oggetti sacri
Nel salone monumentale della biblioteca trovano posto due piccoli arazzi di Rebecca Moccia tratti dal ciclo “Cold As You Are”, collocati nelle antiche nicchie lignee rimaste temporaneamente prive delle sculture e degli oggetti sacri originari. Le opere nascono da fotografie termiche stampate su carta di cotone, poi tagliate e intrecciate con fili di cotone e lana, fino a trasformarsi in tessitura.
Nelle sale del Museo Canonicale il progetto procede invece per sostituzione: dove alcuni dipinti antichi sono stati temporaneamente rimossi, entrano immagini contemporanee. Nella Sala dei tesori, accanto a oggetti liturgici e a un libro corale trecentesco miniato, vengono presentate due fotografie di Zana Masombuka, artista sudafricana già vincitrice del Premio Fondazione Nadia Zenato nella scorsa edizione. I lavori nascono da un processo performativo in cui l’artista è insieme regista e soggetto, con il volto celato da maschere, oggetti dai colori accesi e richiami simbolici alla memoria culturale del territorio rurale dello KwaNdebele.
Nella Sala lungadige, affacciata sul fiume, sono esposte invece due grandi cianotipie di Annalaura Tamburrini, caratterizzate dai toni profondi del blu e pensate per inserirsi nel rapporto tra luce, immagine e spazio storico.
Il tema scelto per ArtVerona 2026
La mostra riprende il tema di questa edizione di ArtVerona, “Tra parentesi”, e lo traduce in un confronto tra epoche, linguaggi e forme diverse di conservazione e trasmissione delle immagini. Il progetto lavora quindi sul contrasto e sull’innesto fra patrimonio antico e ricerca visiva contemporanea, senza occupare semplicemente gli spazi ma modificandone temporaneamente la lettura.
Nadia Zenato spiega che l’intento è creare un incontro tra la memoria custodita in questo luogo e la ricerca di giovani artisti, offrendo al pubblico una prospettiva nuova. Luca Panaro sottolinea invece che il contemporaneo non si sovrappone all’antico, ma attiva nuove possibilità di lettura del patrimonio conservato nella Capitolare.
Un’impostazione che si inserisce anche nel dibattito più ampio sul rapporto tra giovani, lavoro culturale e formazione, temi che in Friuli Venezia Giulia sono emersi anche nel confronto Inps a Trieste dedicato a salari e giovani.
Premio under 40 e profilo della Fondazione
Accanto alla mostra, venerdì 9 ottobre è in programma il Premio Fondazione Nadia Zenato, rivolto agli artisti under 40. La Fondazione Nadia Zenato ETS nasce in continuità con l’esperienza della Zenato Academy, avviata nel 2018, e concentra la propria attività sulla promozione dell’arte e della cultura contemporanea, con particolare attenzione alla ricerca fotografica, all’immagine e alle pratiche sperimentali delle arti visive.
Tra gli strumenti indicati dalla Fondazione ci sono residenze, premi, borse di studio, progetti espositivi e occasioni di confronto internazionale. Una parte del lavoro riguarda anche la collaborazione con enti e istituzioni, in una logica di interventi culturali che nel Nordest spesso si intrecciano con il tema delle opere e dei servizi per il territorio, come nel recente confronto su futuro del territorio a Fiume Veneto.
Per chi visita ArtVerona, “Innesti contemporanei” offre quindi una tappa aggiuntiva fuori dal perimetro fieristico: tre artiste, tre linguaggi diversi e un allestimento costruito dentro uno dei luoghi simbolo del patrimonio librario e religioso veronese, con apertura al pubblico fino a domenica 11 ottobre.