Autamarocchi festeggia 40 anni: fatturato 2026 a 277,6 milioni e obiettivo quota 300
Sul palco, accanto a lui, anche l’amministratore delegato Roberto Vidoni e Chiara Calandruccio.
TRIESTE - Quarant’anni dalla fondazione e un 2026 atteso con numeri in crescita: Autamarocchi, nata a Trieste nel 1986, celebra l’anniversario mentre punta a chiudere l’anno con un fatturato consolidato di 277,6 milioni di euro, nuovo massimo storico per il gruppo. L’azienda, oggi attiva nella logistica intermodale su scala europea, indica come prossimo traguardo il superamento dei 300 milioni entro due anni.
L’anniversario è stato segnato da un evento a Villa Russiz, dove il presidente e fondatore Oscar Zabai ha riunito famiglia, dipendenti e istituzioni. Sul palco, accanto a lui, anche l’amministratore delegato Roberto Vidoni e Chiara Calandruccio. La società sottolinea così una traiettoria che l’ha portata dal trasporto locale di container a una presenza strutturata in più Paesi europei.
I numeri del 2026 e la crescita del gruppo
Secondo le previsioni diffuse dall’azienda, il fatturato consolidato 2026 salirà del 3,7% rispetto ai 267 milioni del 2025 e del 56,8% rispetto ai 177 milioni del 2021. Una crescita che incorpora anche l’effetto dell’acquisizione della veneta Fratelli Dissegna Srl, conclusa nel 2025, indicata come passaggio decisivo per il rafforzamento di Autamarocchi nel mercato europeo dell’intermodalità.
La composizione dei ricavi mostra un business concentrato soprattutto in Italia, da cui arriva l’83% del totale. Il 12% è generato dalle società controllate estere, mentre il restante 5% deriva da altre attività di trasporto. I quattro pilastri dell’attività sono il Trasporto Container, che vale il 40% dei ricavi, il Full Truck Load Europa con il 32%, il Trasporto Intermodale marittimo e ferroviario con il 25% e i Depositi Container e Manutenzione con il 3%.
Oscar Zabai, intervenendo davanti agli oltre trecento dipendenti presenti, ha collegato la ricorrenza alla prospettiva di nuovi investimenti, indicando la volontà di continuare a crescere in un mercato considerato in continua evoluzione.
Dalla sede di Trieste a 1.175 viaggi al giorno
Il cuore operativo resta a Riva Cadamosto 8/1, nella zona industriale Est di Trieste. Da qui vengono gestiti oltre 1.070 dipendenti diretti e una flotta composta da 749 camion, più di 2.350 semirimorchi e casse mobili e 253 GenSet per i trasporti reefer container a temperatura controllata.
Ogni giorno il sistema organizza 1.175 viaggi con consegne in tutta Europa. L’azienda conta inoltre 20 unità locali in Italia e 13 società controllate e filiali distribuite in 9 Paesi europei e in Turchia. La gestione dei trasporti avviene attraverso una piattaforma digitale che consente il monitoraggio in tempo reale delle attività operative.
Le prossime mosse: 100 nuovi trattori e più tecnologia
Tra gli interventi annunciati c’è l’ingresso di 100 nuovi trattori, scelta che secondo l’amministratore delegato Roberto Vidoni dovrà mantenere la flotta allineata ai più alti standard europei. Accanto al rinnovo dei mezzi, il gruppo prevede investimenti su digitalizzazione, procurement e gestione del trasporto, con l’obiettivo di migliorare il servizio e tenere sotto controllo i costi.
Oscar Zabai ha richiamato anche il tema della sostenibilità della flotta e quello della gestione del personale, con un riferimento particolare agli autisti. L’orientamento indicato è quello di mezzi sempre più evoluti e meno inquinanti, insieme allo sviluppo tecnologico della centrale operativa.
Le radici friulane e il passaggio alla terza generazione
La storia aziendale, ripercorsa durante la serata, parte da lontano. Le origini della famiglia Zabai vengono collocate all’inizio del Novecento a Bertiolo, in Friuli, dove il bisnonno svolgeva il mestiere di carrettiere. Dai trasporti con carri trainati da cavalli si passò poi al primo camion acquistato nel 1946, quindi alla fondazione di Auta-Udine nel 1951 e di Auta Container Service SpA a Trieste nel 1976.
La svolta arrivò nel 1986 con la creazione dell’attuale società insieme alla concorrente Marocchi SpA. Da quel momento lo sviluppo è proseguito attraverso fusioni e acquisizioni, fino all’operazione su Fratelli Dissegna Srl nel 2025.
Durante l’evento è stato richiamato anche il percorso della famiglia dentro l’azienda: Chiara Calandruccio è entrata nel 2024 dopo la scomparsa del marito Alessandro Zabai, mentre la terza generazione inizia ad affacciarsi nel board con il nipote Alessio. A chiudere gli interventi è stata proprio Chiara Calandruccio, con un ricordo di Alessandro e con alcuni video dedicati ai lavoratori dell’azienda.