Avis Comunale Treviso compie 100 anni: 237 benemerenze e 1.600 soci
La cerimonia all’Auditorium Sant’Artemio ha ripercorso la storia del gruppo donatori nato nel 1926 e oggi forte di 1.600 soci.
TREVISO - Un secolo di attività, 237 benemerenze consegnate e una base associativa che oggi conta 1.600 soci e socie. Avis Comunale Treviso ha celebrato sabato 3 ottobre 2026 il centenario del gruppo donatori con una cerimonia all’Auditorium Sant’Artemio della Provincia, ripercorrendo la storia dell’associazione nata nel 1926 e facendo il punto sulle sfide che attendono la donazione di sangue nei prossimi anni.
L’anniversario ha riunito rappresentanti dell’associazione, donatori, volontari e istituzioni. In apertura è arrivato il saluto del sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha ricordato il valore civico dell’associazione e il legame con la città, sottolineando anche il riconoscimento del Totila d’Oro già attribuito ad Avis Comunale Treviso.
Le origini del gruppo donatori trevigiano
La storia dell’associazione trevigiana parte nel 1926, quando il professor Piero Brisotto, giovane medico dell’Ospedale Civile di Treviso, organizzò i pochi donatori allora disponibili per garantire il sangue necessario all’ospedale. Tre anni più tardi, nel 1929, il gruppo trevigiano aderì alla nuova organizzazione nazionale nata a Milano per iniziativa del dottor Vittorio Formentano, diventando così la prima sezione Avis del Veneto.
Questo percorso è stato ricostruito durante la cerimonia attraverso gli interventi di Angelina Bertolaso, nipote del professor Brisotto, che ha approfondito la figura del nonno e le origini del gruppo, di Mario Bassano, chiamato a raccontare la stagione degli anni Novanta, e della presidente di Avis Comunale Treviso Elena Cappelletto. Sul palco anche il dottor Ivan Zatta dell’Ulss 2, intervenuto sull’evoluzione della donazione e della medicina trasfusionale.
I numeri di oggi e il problema del ricambio
Se da una parte l’associazione mantiene stabile il numero delle donazioni, dall’altra resta aperta la questione del ricambio generazionale. Negli ultimi anni, infatti, il saldo tra chi smette di donare e chi si avvicina per la prima volta è negativo, con una differenza stimata tra 80 e 100 donatori all’anno.
Elena Cappelletto ha richiamato alcune criticità che incidono sul futuro dell’associazione: il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione e un indebolimento del senso di comunità. La presidente ha definito Avis un patrimonio da custodire, perché continua a rappresentare un luogo di incontro per chi crede nella solidarietà e nel valore concreto del dono.
I riconoscimenti ai donatori
Uno dei momenti centrali della giornata è stata la consegna delle 237 benemerenze ai soci donatori. Tra i riconoscimenti di livello più alto figurano un Oro con Diamante a Lucia Scudeller, un Oro con Smeraldo a Lucia Bottan e sette Ori con Rubino assegnati a Fabio Artuso, Massimo Bandiera, Adriano Calzavara, Maria Jlenia Cantavenera, Graziana Fuser, Massimo Salicone e Luca Tovaglia.
Le benemerenze hanno segnato simbolicamente la continuità dell’impegno dei donatori nel tempo, in una realtà che da cento anni accompagna la vita sanitaria e associativa del territorio.
I luoghi simbolo ricordati nel centenario
Nel corso della cerimonia sono state ricordate anche alcune tappe della crescita di Avis Comunale Treviso: il primo Centro Trasfusionale del 1956, il cinquantenario del 1976, quando Toni Benetton realizzò l’opera dedicata ai donatori, e la nascita nel 1979 del Tempio del Donatore di Sangue a Pianezze di Valdobbiadene.
A chiudere la giornata è stata la consegna ad Avis dell’opera realizzata dall’artista e donatrice Giulia De Serio, mentre gli interventi musicali sono stati affidati alla cantautrice Erica Boschiero.