Nuovo Ospedale e Casa di Comunità ad Azzano Decimo: «cantiere in anticipo, lavori avanti spediti»

Avanzano i lavori per Casa e Ospedale di Comunità ad Azzano Decimo: 20 posti letto, 1.600 mq e focus su personale medico.

10 gennaio 2026 14:40
Nuovo Ospedale e Casa di Comunità ad Azzano Decimo: «cantiere in anticipo, lavori avanti spediti» -
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AZZANO DECIMO. Procedono a ritmo sostenuto i lavori per il nuovo Ospedale di Comunità e per la Casa della Comunità nell’ambito dell’ampliamento del Distretto sanitario. A fare il punto sullo stato di avanzamento del cantiere è stato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, intervenuto a margine di un sopralluogo tecnico nell’area interessata dall’intervento.

Obiettivo completamento entro l’anno

“I lavori procedono speditamente e si trovano in una fase di avanzata attività”, ha spiegato l’assessore, sottolineando come l’obiettivo di completare l’opera nel corso dell’anno appaia ragionevole e concreto. Il progetto consentirà di mettere a disposizione dei cittadini 20 posti letto e tutte le attività collegate alla Casa della Comunità, rafforzando in modo significativo l’efficacia della sanità territoriale.

Nel complesso l’intervento riguarda 1.600 metri quadrati di nuove strutture, pensate per rispondere in maniera più capillare e moderna ai bisogni assistenziali della popolazione.

Non solo infrastrutture, ma competenze professionali

Nel suo intervento, Riccarddi ha voluto chiarire alcuni aspetti legati alle critiche rivolte all’azione dell’Amministrazione regionale. “Siamo consapevoli delle critiche, quasi sempre strumentali, di chi sostiene che l’attenzione sia rivolta esclusivamente alle infrastrutture”, ha affermato, ribadendo che l’impegno della Regione si sviluppa in parallelo anche sul fronte delle competenze professionali.

Secondo l’assessore, infatti, saranno proprio le professionalità sanitarie a dare vita e valore alle nuove strutture, rendendo pienamente operativi e funzionali gli investimenti realizzati sul piano edilizio.

Il sopralluogo

Medici in quiescenza e quadro normativo nazionale

Un passaggio specifico è stato dedicato al tema dell’impiego dei medici in quiescenza nelle cure primarie. Riccardi ha chiarito che non esiste alcuna mancanza di volontà da parte della Regione nel legiferare in materia, ma che è necessario rispettare il quadro normativo nazionale.

Fino al 31 dicembre 2025, i medici pensionati hanno potuto operare grazie a un intervento statale che ne consentiva l’utilizzo diretto, senza la necessità di una normativa regionale specifica. “Su questo punto – ha spiegato – le Regioni intendono muoversi insieme”.

Azione sinergica tra Regioni e richiesta al Parlamento

L’assessore ha evidenziato come sia in corso un’azione sinergica con le altre Regioni, con l’obiettivo di chiedere al Parlamento, in sede di conversione del decreto Milleproroghe, l’estensione per tutto il 2026 della possibilità di impiegare medici già andati in pensione.

Parallelamente, l’Amministrazione regionale sta lavorando a un provvedimento autonomo per esercitare i propri margini di competenza e facilitare queste assunzioni, pur senza poter intervenire su un aspetto rilevante come quello fiscale, che resta di competenza statale.

Un cantiere oltre le previsioni iniziali

Per quanto riguarda l’avanzamento dell’opera, il cantiere – avviato nel giugno 2025 – ha già superato le aspettative previste dal cronoprogramma originale. L’edificio si sviluppa su due livelli integrati, concepiti per garantire funzionalità, accessibilità e continuità degli spazi.

Il piano terra sarà il punto di riferimento per i servizi della Casa della Comunità, con ambulatori, uffici per l’assistenza domiciliare e una palestra per la riabilitazione. Il primo piano, invece, sarà interamente dedicato alla degenza, con venti posti letto distribuiti in camere progettate per essere completamente accessibili.

Spazi ampi e soluzioni architettoniche innovative

Un elemento distintivo dell’intervento è rappresentato dalla continuità degli spazi interni, come il refettorio e le aree comuni. Questa soluzione è resa possibile dall’impiego di travi in legno lamellare, che consentono di coprire ampie distanze senza l’ingombro di pilastri, creando ambienti ariosi, moderni e funzionali, pensati per migliorare la qualità dell’assistenza e della permanenza dei pazienti.

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