Le urla della madre e la bimba chiusa in auto sotto il sole: agenti fuori servizio salvano la piccola
Bambina chiusa accidentalmente in auto sotto il sole a Padova: tre poliziotti penitenziari rompono il finestrino e la salvano.
PADOVA - Una bambina in tenera età è rimasta accidentalmente chiusa all’interno di un’automobile sotto il sole, mentre la temperatura nell’abitacolo continuava a salire. A liberarla sono stati tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria, liberi dal servizio, che hanno deciso di rompere un finestrino dopo aver constatato che non era più possibile attendere l’arrivo dei Vigili del fuoco.
L’intervento è avvenuto nel pomeriggio di domenica 2 agosto a Padova ed è stato reso noto dal Sappe, il Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria.
L’allarme lanciato dalla madre
La richiesta di aiuto è partita dalla madre della bambina, che aveva accidentalmente lasciato la figlia all’interno del veicolo con tutte le portiere bloccate.
Le sue grida hanno attirato l’attenzione dei tre poliziotti penitenziari, che si trovavano nelle vicinanze pur non essendo in servizio.
Gli agenti hanno immediatamente verificato la situazione, accertando che la piccola si trovava sul seggiolino posteriore e che non era possibile aprire l’automobile dall’esterno.
La temperatura aumentava rapidamente
Dopo aver richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco, i tre poliziotti sono rimasti accanto al veicolo per controllare le condizioni della bambina.
Con il passare dei minuti, però, la piccola è apparsa sempre più agitata, mentre nell’abitacolo la temperatura continuava ad aumentare a causa del caldo e dell’esposizione al sole.
Di fronte al rischio concreto che l’attesa potesse provocare conseguenze gravi, gli agenti hanno deciso di intervenire immediatamente.
Il finestrino rotto nel punto più sicuro
Prima di agire, i poliziotti hanno valutato quale fosse il punto più sicuro dell’automobile per evitare che i frammenti potessero raggiungere la bambina.
La scelta è ricaduta sul finestrino dal lato del conducente, distante dal seggiolino posteriore sul quale si trovava la piccola.
Dopo aver rotto il vetro, sono riusciti ad aprire le portiere e a liberare la bambina, affidandola immediatamente alla madre.
La bambina non ha riportato conseguenze
Fortunatamente, la minore non ha riportato conseguenze fisiche. Anche l’intervento si è concluso senza che nessuna delle persone presenti rimanesse ferita.
La tempestività dei tre agenti ha evitato che la permanenza nell’abitacolo surriscaldato potesse trasformarsi in un’emergenza sanitaria ben più grave.
La richiesta di un riconoscimento
Il Sappe ha espresso apprezzamento per il comportamento dei tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria.
«Anche quando sono liberi dal servizio, i poliziotti penitenziari non esitano a mettere a disposizione professionalità, equilibrio e coraggio per tutelare la vita delle persone», ha dichiarato Giovanni Vona, segretario nazionale del Sappe per il Triveneto.
Il sindacato ha quindi chiesto che agli agenti protagonisti del salvataggio vengano conferiti i riconoscimenti premiali previsti dall’Amministrazione Penitenziaria.
Una vicenda conclusa positivamente grazie alla rapidità e al sangue freddo di tre poliziotti che, pur fuori servizio, non hanno esitato a intervenire per salvare la bambina.