Banda ultralarga in Veneto, 536 Comuni già in commercializzazione ma resta il nodo dell’ultimo miglio

Il piano per le aree bianche ha quasi concluso la posa FTTH, ma Comune servito non significa automaticamente fibra disponibile a ogni civico.

28 settembre 2026 01:12
Banda ultralarga in Veneto, 536 Comuni già in commercializzazione ma resta il nodo dell’ultimo miglio -
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VENETO – La rete pubblica per la banda ultralarga è entrata in una fase meno visibile dei cantieri, ma molto concreta per chi lavora, studia o gestisce un'attività fuori dai centri maggiori: la posa della fibra non coincide sempre con la possibilità di sottoscrivere subito un contratto. L'ultimo quadro dettagliato pubblicato dalla Regione Veneto indica che i servizi Open Fiber sono in commercializzazione in 536 Comuni; nello stesso tempo, il Piano aree bianche distingue fra collegamenti FTTH, cioè in fibra fino all'abitazione o alla sede, e territori raggiunti soltanto con tecnologia FWA, wireless via radio.

È questa la differenza che cambia davvero l'esperienza di una famiglia, di un professionista o di una piccola impresa. Un Comune può comparire nell'elenco del piano, avere strade dove i lavori sono finiti e tuttavia non offrire la stessa soluzione a tutti i numeri civici. La verifica non è una formalità commerciale: serve a capire quale rete raggiunge quel preciso indirizzo, quale operatore la vende e se l'edificio richiede ancora lavori privati di predisposizione.

Un piano quasi completato, ma non uniforme

La pagina regionale sull'avanzamento della banda ultralarga, aggiornata il 10 luglio 2026, fotografa l'intervento nelle aree bianche: le zone dove gli operatori privati non avevano previsto reti adeguate con le sole logiche di mercato. I fondi messi a disposizione da Regione e Ministero sono indicati in circa 400 milioni di euro per il territorio veneto.

I numeri aiutano a misurare il passaggio: 448 progetti FTTH definitivi risultano approvati e con ordine di esecuzione emesso; 447 interventi di posa in fibra risultano ultimati; i Comuni con certificato di collaudo FTTH emesso sono 407. Parallelamente, 106 Comuni sono previsti con il solo FWA, di cui 104 ancora in realizzazione alla data del rilevamento. Altri 25 Comuni erano già considerati ad alta copertura e non rientrano nel Piano aree bianche.

Non sono percentuali di case effettivamente attivate e non autorizzano a dire che il Veneto sia coperto in modo identico. Sono, più precisamente, lo stato delle infrastrutture pubbliche pianificate. La differenza è essenziale: la posa ultimata attesta il completamento dell'opera prevista; il collaudo è un passaggio ulteriore; la commercializzazione segnala che la rete può essere proposta dagli operatori nelle parti effettivamente disponibili. La stessa Regione avverte che, nei Comuni in commercializzazione, può esserci solo FWA oppure una disponibilità limitata a una parte delle unità immobiliari delle aree bianche.

Dove il piano pesa di più: Belluno, Vicenza e la pianura

La geografia regionale racconta perché questo cantiere interessa soprattutto chi vive e produce fuori dalle aree urbane. In provincia di Belluno il Piano comprende 62 Comuni con intervento FTTH e tre con solo FWA, su 67 Comuni complessivi; soltanto due erano classificati ad alta copertura fuori dal piano. In provincia di Vicenza i Comuni previsti per FTTH sono 97 e quelli con solo FWA 23, su 121. Sono le due province dove l'intervento pubblico incontra una quota molto ampia di territori comunali, pur con caratteristiche fisiche e insediative diverse.

Il quadro è esteso anche alla pianura e al Veneto orientale. I Comuni a piano con FTTH sono 81 nel Padovano, 70 nel Veronese, 69 nel Trevigiano, 45 nel Rodigino e 24 nel Veneziano. Il solo FWA riguarda invece 20 Comuni in provincia di Padova, 22 nel Veronese, 20 nel Trevigiano, 13 nel Veneziano e cinque nel Rodigino. Il dato non misura la qualità della singola offerta né stabilisce una graduatoria fra province: mostra però che il tracciato del piano non segue semplicemente il confine tra città e campagna. Anche in territori densamente abitati restano porzioni che il progetto affronta con tecnologie differenti.

Gli elenchi regionali permettono anche di vedere casi locali. Nel documento dei Comuni già in commercializzazione, per esempio, compaiono molti centri dolomitici come Agordo, Alleghe, Alpago, Auronzo di Cadore, Borgo Valbelluna, Feltre, Fonzaso, Lamon e Val di Zoldo, accanto a realtà della pianura come Anguillara Veneta, Borgo Veneto, Ospedaletto Euganeo, Porto Tolle, Rosolina, Breda di Piave e Farra di Soligo. Il file pubblicato dalla Regione riporta per ciascun Comune le unità immobiliari previste per FTTH e FWA: è un'indicazione della scala dell'intervento, non un elenco di civici già contrattualizzabili.

La conseguenza pratica: Comune coperto non equivale a indirizzo coperto

La fase attuale sposta la domanda dai chilometri di cavo alla disponibilità reale. Un'abitazione può essere fuori dal perimetro delle aree bianche anche se si trova nello stesso Comune; può essere inclusa ma non ancora collegabile; oppure può ricevere una tecnologia diversa da quella attesa. Per una piccola impresa, la differenza incide su cloud, videocall, invio di file pesanti, pagamenti e assistenza da remoto. Per chi abita in una frazione, conta anche la stabilità del collegamento e non soltanto la velocità dichiarata in un'offerta.

FTTH significa che la fibra arriva fino all'unità immobiliare e, nel Piano veneto, è progettata per connessioni di almeno 100 Mbps. FWA utilizza invece un collegamento radio tra l'utente e una stazione: nel piano è abilitante ad almeno 30 Mbps. Non sono sinonimi e non è corretto presentare l'una come automaticamente equivalente all'altra. Le prestazioni effettive dipendono comunque da contratto, apparati, rete dell'operatore, configurazione dell'edificio e, nel caso wireless, dalle condizioni tecniche del collegamento.

Il passaggio dalla rete disponibile alla linea attiva richiede anche un soggetto commerciale. Open Fiber, ricorda la Regione, mette a disposizione l'infrastruttura ai fornitori di servizi; il cittadino o l'azienda non acquista quindi di norma la fibra dall'infrastrutturatore, ma sceglie un operatore che venda il servizio a quell'indirizzo. Il controllo più affidabile resta la mappa nazionale della banda ultralarga, indicata dalla Regione per consultare lo stato del piano e, dove disponibile, il tracciato degli interventi. Va affiancata alla verifica di copertura sul sito dell'operatore scelto: le due banche dati rispondono a domande diverse.

Tre casi che spiegano la nuova fase

Accanto al Piano pubblico, proseguono anche interventi finanziati direttamente dagli operatori. Non vanno confusi con le aree bianche, ma mostrano lo stesso passaggio dall'annuncio alla connessione dentro gli edifici. Nel Trevigiano, il piano FTTH avviato a Roncade da Biancade prevede la predisposizione interna dell'unità immobiliare su appuntamento; soltanto dopo quel passaggio l'utente può attivare un'offerta con il proprio operatore. È un esempio utile perché rende visibile il pezzo di lavoro che resta fra armadio stradale e porta di casa.

La dinamica non riguarda soltanto il Veneto. In Friuli Venezia Giulia, l'avvio della fibra FTTH a San Giorgio di Nogaro è stato accompagnato da un incontro pubblico su tempi, modalità e aree interessate: una scelta che chiarisce quanto sia importante comunicare il perimetro effettivo, anziché annunciare una copertura indistinta. Anche l'intervento per la banda ultralarga annunciato a Buttrio aveva posto al centro la distinzione fra infrastruttura fino a casa e semplice miglioramento della rete esistente.

Per i residenti la conseguenza non è attendere passivamente un'etichetta generica di “fibra”. Il Piano sta riducendo una distanza storica tra aree centrali e periferiche, ma la sua utilità quotidiana dipende da tre passaggi verificabili: Comune e zona inclusi nell'intervento, tecnologia disponibile al civico, offerta realmente attivabile. Per le imprese, in particolare, questa verifica è parte della pianificazione: una sede o un laboratorio in un'area raggiunta dalla fibra può avere opportunità diverse da un indirizzo poco distante ma servito in wireless o ancora in fase di completamento.

Che cosa cambia nei prossimi mesi

Il dato più importante non è un nuovo annuncio, ma il passaggio dei 447 interventi FTTH conclusi verso collaudo e commercializzazione effettiva. La Regione precisa che Infratel può consentire l'avvio dei servizi anche prima del collaudo formale, quando i lavori sono completati e viene emesso il CUIR: è il motivo per cui 536 Comuni risultano in commercializzazione, un numero superiore ai 407 già collaudati. Non è una scorciatoia né una promessa generalizzata: è una possibilità legata allo stato concreto delle reti nei singoli territori.

Il Veneto si trova dunque in una fase di infrastruttura quasi realizzata ma non ancora uniforme nell'uso. Il risultato per i cittadini non si misurerà soltanto nel totale dei Comuni, bensì nella capacità di trasformare una rete presente nel sottosuolo o su un traliccio in un servizio attivabile, chiaro nei costi e adeguato alle esigenze di casa e impresa. È qui che l'ultimo miglio, tecnico e amministrativo, continua a fare la differenza.

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