Bandiera del Friuli Venezia Giulia ai comizi, Pellegrino chiede chiarimenti alla Giunta
La consigliera di Avs contesta l’uso del vessillo regionale in comizi e convention di partito e chiede risposte alla Giunta.
TRIESTE - L’uso della bandiera del Friuli Venezia Giulia in comizi, convention e manifestazioni di partito finisce al centro di un’interrogazione alla Giunta regionale. A presentarla il 28 settembre è stata la consigliera regionale Serena Pellegrino, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che chiede al presidente Massimiliano Fedriga e agli assessori di chiarire in Aula se il vessillo della Regione sia stato utilizzato in modo improprio in contesti politici non istituzionali.
Per Pellegrino il punto è insieme politico e istituzionale: la bandiera del Friuli Venezia Giulia, sostiene, è un simbolo unitario dell’istituzione e dell’intera comunità regionale e non dovrebbe essere impiegata come elemento di comunicazione di parte. Nella nota con cui annuncia il deposito dell’atto ispettivo, la consigliera definisce «inaccettabile» l’utilizzo del simbolo regionale in contesti di propaganda politica.
Cosa contesta la consigliera regionale
Secondo Pellegrino, negli ultimi tempi si sarebbe verificata una «progressiva e sistematica commistione» tra il ruolo istituzionale dell’Esecutivo regionale e l’attività politica dei partiti che lo sostengono. Nel mirino ci sarebbe l’esibizione dei vessilli ufficiali del Friuli Venezia Giulia all’interno di kermesse di partito, comizi elettorali e convention politiche riconducibili al centrodestra.
La critica riguarda in particolare il rischio che un simbolo pubblico venga piegato a finalità di propaganda. Nella ricostruzione della consigliera di opposizione, il patrimonio istituzionale comune finirebbe così per essere trasformato in uno sfondo per messaggi di parte.
Pellegrino richiama anche la normativa regionale sull’uso dei simboli, sostenendo che esista un confine preciso tra il legittimo confronto politico e l’utilizzo dell’immagine della Regione fuori dai contesti propriamente istituzionali. Da qui la richiesta di un chiarimento formale da parte della Giunta Fedriga.
Le domande rivolte alla Giunta Fedriga
L’interrogazione punta a ottenere una risposta su più aspetti concreti. La consigliera chiede anzitutto se la Giunta sia a conoscenza dell’uso della bandiera della Regione in eventi privati o di propaganda partitica e se ritenga questo utilizzo conforme alla disciplina vigente.
Un altro passaggio riguarda i criteri eventualmente adottati per autorizzare l’impiego del vessillo e del brand istituzionale al di fuori delle sedi ufficiali o delle cerimonie pubbliche. L’atto ispettivo domanda inoltre se l’Esecutivo non ritenga «doveroso e opportuno» interrompere questa pratica, con l’obiettivo di preservare il valore super partes dei simboli dell’autonomia regionale.
Il tema, quindi, non è solo l’esposizione materiale della bandiera, ma il principio che regola l’uso dei simboli pubblici da parte di chi governa. Nella posizione espressa da Pellegrino, nessuno, neppure chi ricopre temporaneamente incarichi di governo, può considerarsi proprietario dei simboli della Regione.
La richiesta di una risposta in Aula
La consigliera di Avs conclude chiedendo che siano il presidente Massimiliano Fedriga e gli assessori a rispondere direttamente in Consiglio regionale. L’obiettivo dichiarato è chiarire i fatti contestati e definire in modo netto se l’utilizzo della bandiera del Friuli Venezia Giulia in manifestazioni di partito sia compatibile o meno con il suo ruolo istituzionale.
Nelle sue parole, il vessillo regionale deve mantenere una dignità autonoma rispetto alle dinamiche della propaganda politica. Sarà ora la Giunta a dover fornire una posizione ufficiale sull’interrogazione depositata dalla consigliera.