Barcolana 58, a Trieste la nautica d’alta gamma spinge il Friuli Venezia Giulia
Al convegno di Barcolana 58 i dati sull’economia del mare in Fvg e le prospettive per nautica, turismo e servizi portuali.
TRIESTE - La nautica d’alta gamma e il mercato dei superyacht entrano nel dibattito economico di Barcolana 58 come leva di sviluppo per Trieste e per l’intero Friuli Venezia Giulia. Al convegno “Superyacht - Un nuovo target di mercato per l’industria nautica della Venezia Giulia” sono stati messi al centro i numeri del comparto marittimo regionale, il peso della filiera e le prospettive legate a cantieristica, refitting, turismo nautico e servizi a terra.
Secondo i dati richiamati durante l’incontro, l’economia del mare in Friuli Venezia Giulia vale il 7,3 per cento del Pil regionale, pari a 2,9 miliardi di euro, e coinvolge quasi 4.400 imprese. Un quadro che, nonostante la congiuntura economica complessa, continua a mostrare capacità di tenuta e margini di crescita soprattutto nei segmenti ad alto valore aggiunto.
A sottolinearlo è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto all’appuntamento organizzato a Trieste dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso Aries. Nel suo intervento, Bini ha indicato l’economia del mare come uno degli assi strategici della regione, soffermandosi in particolare sulle ricadute che il comparto può generare sul territorio in termini di investimenti e occupazione.
Investimenti e filiera nautica
Tra i progetti citati c’è Trieste Shipyards, definito dall’assessore come un’iniziativa sostenuta da imprenditori e piani industriali solidi. Per la Regione, investimenti di questo tipo rafforzano una specializzazione produttiva già presente nel territorio e contribuiscono a consolidare posti di lavoro lungo la filiera.
Bini ha inoltre ricordato Maritime Ventures, il progetto dedicato allo sviluppo di startup nei settori nautico e logistico-portuale, che può contare su un fondo da circa 30 milioni di euro. Il riferimento è a una strategia più ampia che guarda non solo ai grandi operatori della cantieristica, ma anche all’innovazione e ai servizi collegati al mare.
Sul piano normativo, l’assessore ha richiamato il fatto che il Friuli Venezia Giulia è stata la prima Regione ad approvare un testo unico sulla nautica. Il provvedimento, nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, punta a sostenere l’intera catena del settore: dai grandi gruppi industriali all’artigianato, dalla manifattura al turismo nautico.
Le risorse regionali e la rete dei marine
Accanto al quadro legislativo, la Regione ha affiancato risorse economiche dedicate. In base ai dati forniti durante il convegno, sono stati messi a disposizione circa 3 milioni nel 2025 e oltre 3,5 milioni nel 2026 per sostenere operatori, imprese e diportisti.
Nel sistema regionale rientra anche una rete di 25 marine con 15.462 posti barca, indicata come uno degli elementi infrastrutturali su cui far leva per rafforzare la competitività del Friuli Venezia Giulia nel mercato nautico e nel turismo legato alla navigazione.
Il nodo dei servizi a terra per i megayacht
A portare il punto di vista della Camera di commercio Venezia Giulia è stato Manlio Romanelli, che ha richiamato uno studio realizzato con Uniontrasporti sulle opportunità del turismo nautico e dei megayacht. Dall’analisi emerge, tra gli aspetti principali, il potenziale di un Distretto Eco-Nautico regionale.
Nel confronto è stata evidenziata anche la necessità di potenziare i servizi a terra, considerati decisivi per competere con gli altri porti del Mediterraneo. Il tema riguarda in particolare l’accoglienza tecnica e logistica dei grandi yacht, ma anche l’indotto che può svilupparsi tra manutenzione, ospitalità, forniture e servizi specialistici.
Al convegno hanno partecipato anche Dean Bassi, vicepresidente della Società velica Barcola Grignano, Gianluca Fenucci di Trieste Shipyards, Enrico Samer di Samer & Co. Shipping, Marino Quaiat di Trieste Refitting System, Maurizio Cossutti, Andrea Tesei e Roberto Mento.