Morto nel Piave: il tuffo, il malore e la tragedia. Chi era la vittima e cosa è successo

Ben Ameur Abdelhak, 30 anni, è morto nel Piave dopo un tuffo durante un picnic con gli amici. Ipotesi congestione.

28 giugno 2026 08:31
Notizia verificata · Fonti: vigilfuoco.it, carabinieri.it · Vedi fonti
Morto nel Piave: il tuffo, il malore e la tragedia. Chi era la vittima e cosa è successo -
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PONTE DI PIAVE - Il pomeriggio di svago sulle sponde del Piave si è trasformato in tragedia in pochi istanti. Ben Ameur Abdelhak, 30 anni, di origine tunisina e residente a Milano, è morto dopo essersi tuffato nel fiume durante una giornata trascorsa con alcuni amici nel tratto tra San Biagio di Callalta e Ponte di Piave.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane avrebbe accusato un malore subito dopo l’ingresso in acqua. Tra le ipotesi indicate dai soccorritori c’è quella di una congestione, favorita dal forte sbalzo termico tra la temperatura esterna, molto elevata, e l’acqua fredda del fiume.

Il tuffo dopo il picnic

Il dramma si è consumato intorno alle 15.30. Ben si trovava nell’area del Piave con alcuni connazionali dopo un picnic. Per cercare sollievo dal caldo, avrebbe deciso di tuffarsi nei pressi della base in cemento di un pilone del ponte ferroviario.

Pochi secondi dopo il tuffo, il 30enne avrebbe iniziato a chiedere aiuto. Poi è scomparso sotto la superficie dell’acqua, trascinato dalla corrente e dalle condizioni insidiose di quel tratto del fiume.

Gli amici presenti sono riusciti a dare l’allarme, indicando ai soccorritori il punto in cui il giovane era sparito.

Soccorsi immediati lungo il fiume

Sul posto sono arrivati il Suem 118, i Vigili del fuoco, i sommozzatori e i Carabinieri. È intervenuto anche l’elisoccorso, mentre le squadre di emergenza hanno iniziato a scandagliare il tratto del Piave indicato dai testimoni.

Il corpo del 30enne è stato recuperato in breve tempo e portato a riva. I sanitari hanno avviato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, ma nonostante i tentativi proseguiti a lungo, per Ben Ameur Abdelhak non c’è stato nulla da fare.

Il decesso è stato dichiarato nel pomeriggio.

L’ipotesi del malore in acqua

Dalle prime informazioni, la morte sarebbe riconducibile a cause naturali, con la probabile congestione tra le ipotesi principali. Il contrasto tra il caldo esterno e l’acqua fredda del Piave potrebbe aver provocato un malore improvviso subito dopo il tuffo.

La salma è stata successivamente affidata ai familiari, secondo le disposizioni dell’Autorità giudiziaria.

Un tratto del Piave già noto per la sua pericolosità

La zona in cui è avvenuta la tragedia è considerata particolarmente rischiosa. Correnti improvvise, mulinelli e fondali irregolari rendono il bagno pericoloso anche per chi sa nuotare.

L’episodio riaccende l’allarme sui tuffi e sulla balneazione nei fiumi, soprattutto nelle giornate di caldo intenso, quando molte persone cercano refrigerio lungo le sponde.

Il richiamo della sindaca

Sul posto è arrivata anche la sindaca di San Biagio di Callalta, Valentina Pillon, che ha richiamato l’attenzione sul divieto di balneazione e sui rischi del fiume.

La tragedia di Ben Ameur Abdelhak arriva a poche settimane da un altro decesso nel Piave, quello di un giovane morto a Cimadolmo. Due episodi che riportano al centro la necessità di maggiore prudenza lungo i corsi d’acqua, dove il pericolo può presentarsi anche in pochi secondi.

Nel Trevigiano, la giornata è stata segnata anche da altri interventi di emergenza, come il grave incidente di Loria, dove un 22enne è rimasto ferito dopo l’uscita di strada, e dall’incidente mortale che ha coinvolto Cristian Stevanato nello scontro tra auto e scooter.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonti:

Verificato il: 28 giugno 2026

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