Biennale di Venezia, Ricarda Guantario espone “Infinity” al Padiglione Guatemala

L’artista pugliese porta a Venezia un’opera su alienazione contemporanea, natura e coscienza etica.

A cura di Web Team Web Team
04 ottobre 2026 09:53
Biennale di Venezia, Ricarda Guantario espone “Infinity” al Padiglione Guatemala -
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VENEZIA - C’è anche l’artista pugliese Ricarda Guantario tra le presenze della 61ª Biennale Arte di Venezia, dove il suo lavoro “Infinity” è ospitato nel Padiglione Nazionale del Guatemala allo Spazio Berlendis. L’opera affronta temi come l’alienazione contemporanea, il rapporto con la natura e il risveglio della coscienza etica, portando in laguna una ricerca che unisce installazione, pittura e linguaggio post-concettuale.

La sinossi critica del progetto si è tenuta mercoledì 30 settembre, a cura della critica d’arte Valentina Minniti. Al centro dell’intervento artistico c’è “Infinity”, definita come un’indagine socio-filosofica costruita per interrogare il presente e mettere in discussione le convenzioni della vita quotidiana.

Biennale di Venezia, Ricarda Guantario espone “Infinity” al Padiglione Guatemala

L’opera esposta al Padiglione Guatemala

Nel lavoro presentato a Venezia, Guantario sviluppa una composizione tridimensionale e materica in cui foglie e frutti si muovono lungo una spirale, accompagnati da piccole sfere che richiamano l’energia dell’universo. Al centro compare una chiave, descritta dall’artista come punto di apertura tra cielo e terra e come elemento di congiunzione tra corpo e spirito.

L’impianto visivo richiama la spirale cosmica e si muove in un terreno che intreccia etica, memoria e natura. Secondo la lettura proposta attorno al lavoro, “Infinity” nasce come riflessione sulla perdita di connessione con ciò che è originario, sia come ambiente esterno sia come dimensione più autentica dell’essere umano.

Biennale di Venezia, Ricarda Guantario espone “Infinity” al Padiglione Guatemala

Il percorso artistico di Ricarda Guantario

Ricarda Guantario è inserita nell’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti e nell’Enciclopedia d’Arte Italiana dedicata agli artisti dal ’900. La sua produzione viene descritta come pittorico-installativa e post-concettuale, con una ricerca che punta a ricostruire un legame con la natura e ad abbandonare i codici sociali che regolano la percezione della realtà.

Nel suo percorso, l’artista ha esposto in gallerie e sedi istituzionali a Venezia, Roma, Milano, Firenze, Parigi, Zurigo, Barcellona, New York e Montecarlo. Tra i cicli richiamati nel suo lavoro figura anche “Cerca il vero”, in cui la mela diventa simbolo del Creato ma anche, nella ripetizione seriale, del consumismo contemporaneo.

Il riferimento alle spirali cosmiche e l’opera al Museo Civico di Taverna

La ricerca sulle spirali cosmiche, che torna anche in “Infinity”, ha avuto di recente un ulteriore riconoscimento istituzionale con l’ingresso dell’opera “La luce dei Colori” nella collezione permanente del Museo Civico di Taverna. Il lavoro è stato acquisito come donazione e viene indicato come opera sorella rispetto a quella presentata alla Biennale.

Biennale di Venezia, Ricarda Guantario espone “Infinity” al Padiglione Guatemala

Nel museo, la produzione di Guantario dialoga stabilmente con opere di maestri del Novecento come Mimmo Rotella. Un passaggio che contribuisce a collocare il percorso dell’artista in un contesto già riconosciuto da istituzioni e pubblicazioni specialistiche, mentre a Venezia “Infinity” porta al pubblico della Biennale una riflessione costruita su Spazio Berlendis tra materia, simboli naturali e tensione etica.

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