Neonata ingerisce un pezzo di hashish: ricoverata al Pronto Soccorso

Bimba di 10 mesi ingerisce hashish e finisce al Pronto soccorso di Treviso. Attivati servizi sociali e indagini giudiziarie.

14 gennaio 2026 12:25
Neonata ingerisce un pezzo di hashish: ricoverata al Pronto Soccorso -
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TREVISO – Un episodio grave e delicatissimo, avvenuto ai primi di dicembre, ha coinvolto una bambina di appena 10 mesi, condotta in serata al Pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dai genitori, fortemente preoccupati per le condizioni di sonnolenza e astenia manifestate improvvisamente dalla figlia.

Secondo quanto riferito ai sanitari, la neonata avrebbe ingerito accidentalmente un pezzettino di hashish nel corso del primo pomeriggio. A rendere nota la vicenda è stata l’Ulss 2 Marca Trevigiana, che ha fornito chiarimenti ufficiali sull’iter sanitario e sulle procedure attivate.

Ricovero immediato e osservazione intensiva

Una volta giunta in ospedale, la bimba è stata sottoposta a tutti gli accertamenti clinici necessari. In via precauzionale, i medici hanno disposto il ricovero in Terapia Intensiva, dove la piccola ha trascorso la prima notte in osservazione, monitorata costantemente per valutare l’evoluzione del quadro clinico.

Dopo le prime ore, considerate le condizioni stabili, la neonata è stata trasferita nel reparto di Pediatria, dove è proseguita l’osservazione clinica sotto controllo specialistico.

Segnalazione all’Autorità giudiziaria e servizi attivati

Come previsto dai protocolli in casi di questo tipo, l’Ulss 2 ha immediatamente segnalato l’episodio all’Autorità giudiziaria. Contestualmente sono stati attivati i servizi sociali e l’Ente interprovinciale per il maltrattamento dei minori, avviando una presa in carico multidisciplinare della situazione familiare.

«Il caso è stato subito portato all’attenzione delle autorità competenti – ha precisato l’Azienda sanitaria in una nota ufficiale –. È stato convocato un tavolo tecnico, nel quale è stato definito un percorso di dimissione protetta, successivamente comunicato ai genitori».

Autodimissione dopo dieci giorni

Nonostante il percorso concordato, a dieci giorni dal ricovero i genitori della bambina avrebbero comunicato la decisione di procedere con l’autodimissione. Un passaggio che rientra ora nel quadro delle verifiche in corso, affidate alle autorità competenti.

Massimo riserbo e indagini in corso

Sulla vicenda viene mantenuto il massimo riserbo, sia per la tutela della privacy della minore, sia per non interferire con le indagini attualmente in corso. Gli accertamenti dovranno chiarire con precisione le circostanze dell’ingestione e le eventuali responsabilità.

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