Biohightech, il Friuli Venezia Giulia investe oltre 20 milioni su 137 progetti
All’Urban Center di Trieste l’undicesima edizione di EuroBioHighTech, con quattro tavole rotonde su farmaci, investimenti e cooperazione.
TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia rivendica un ruolo di primo piano nel biohightech e lo fa partendo dai numeri: oltre 20 milioni di euro di investimenti regionali distribuiti su 137 progetti, in un settore che mette insieme ricerca, formazione, imprese e applicazioni sanitarie. Il dato è stato richiamato dall’assessore regionale alla Formazione, Lavoro, Ricerca e Università Alessia Rosolen all’apertura dell’undicesima edizione di EuroBioHighTech, ospitata all’Urban Center di corso Cavour e inserita nel programma di Trieste Next 2026.
Secondo Rosolen, nelle biotecnologie la competitività si gioca sulla capacità di muoversi in anticipo e di costruire filiere integrate. In questo quadro, il Friuli Venezia Giulia avrebbe saputo collegare nel tempo i percorsi di formazione e ricerca, superando logiche localistiche e autoreferenziali e consolidando una presenza riconoscibile nel comparto.
I numeri degli investimenti regionali
L’assessore ha indicato come uno degli elementi decisivi la politica regionale di sostegno al settore, con risorse che hanno accompagnato aziende, startup e spin off in un percorso di crescita e maturazione tecnologica. Rosolen ha attribuito un ruolo centrale anche alla scelta del governatore Fedriga di attivare un cluster dedicato, pensato per favorire lo sviluppo delle imprese del biohightech e rafforzarne la capacità di innovazione.
Nel suo intervento, l’assessore ha posto l’accento in particolare sul versante sanitario, dove multi e interdisciplinarità vengono considerate condizioni sempre più necessarie. Un sistema, ha osservato, che deve misurarsi con l’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale, in uno scenario in cui la politica europea, secondo la valutazione espressa dalla stessa Rosolen, si sarebbe mossa in ritardo.
Le tavole rotonde di EuroBioHighTech
La giornata di lavori, come spiegato dal moderatore Diego Bravar, è articolata in quattro tavole rotonde. I temi scelti toccano alcuni dei nodi più concreti per il settore: la capacità di produzione e di vendita dei farmaci, il finanziamento delle tecnologie biohightech, l’innovazione in campo farmacologico e la collaborazione con le aree geografiche confinanti.
Accanto agli aspetti industriali e scientifici, il confronto guarda infatti anche alla dimensione internazionale del Nordest e dell’area mitteleuropea, con un focus specifico sui rapporti con Austria, Slovenia e Croazia.
EuroBioHighTech rientra nel cartellone di Trieste Next 2026 e porta al centro del dibattito uno dei comparti su cui la Regione punta per rafforzare il legame tra ricerca applicata, sviluppo d’impresa e innovazione sanitaria. L’incontro si tiene all’Urban Center di corso Cavour, a Trieste, nella giornata di 25 settembre 2026.