Legato con una corda al bagagliaio dell’auto e trascinato: «Bruce cerca famiglia»
Salvato dopo essere stato trascinato da un’auto, Bruce è guarito e cerca una famiglia pronta ad accoglierlo per sempre.
MEOLO (VENEZIA) – Un anno fa era stato trovato in condizioni drammatiche, con le zampe ferite, i polpastrelli sanguinanti e il corpo segnato dalle conseguenze di un terribile episodio di maltrattamento. Oggi Bruce ha recuperato le forze, ha ricominciato a correre ed è pronto ad affrontare l’ultima tappa del suo percorso: trovare una famiglia disposta ad adottarlo e offrirgli una nuova vita.
Bruce è un Breton bianco e nero di circa dieci anni, attualmente ospitato nel canile sanitario Villa Electra di San Donà di Piave. La struttura ha lanciato un appello per individuare al più presto una sistemazione definitiva, prima che il cane venga trasferito nel canile convenzionato di Ponzano Veneto.
Un ulteriore cambiamento di ambiente potrebbe rappresentare per lui una nuova fonte di stress, dopo il lungo periodo di cure e riabilitazione affrontato a partire dall’aprile del 2025.
Trascinato lungo la strada con il guinzaglio
La vicenda che ha coinvolto Bruce aveva provocato sconcerto e indignazione tra gli abitanti di Meolo. Secondo quanto ricostruito all’epoca, il cane era stato legato con il guinzaglio al gancio presente nel bagagliaio di un’automobile.
Il veicolo avrebbe poi iniziato a muoversi, trascinando l’animale lungo le strade del paese sotto gli occhi di alcuni passanti. Una scena terribile, interrotta soltanto grazie alla prontezza di un gruppo di giovani che si accorse di quanto stava accadendo.
I ragazzi riuscirono a bloccare l’automobile e chiesero immediatamente l’intervento della Polizia locale, evitando che la situazione potesse avere conseguenze ancora più gravi o addirittura fatali per il cane.
Le ferite e le prime cure dei veterinari
Dopo l’allarme, sul posto erano intervenuti anche i veterinari dell’Ulss 4 Veneto Orientale, che avevano prestato le prime cure all’animale.
Bruce presentava numerose escoriazioni alle zampe, lesioni al muso e polpastrelli fortemente danneggiati e sanguinanti. Il cane era in evidente stato di sofferenza, respirava con difficoltà e non riusciva nemmeno a mantenersi in piedi.
Le sue condizioni apparivano inizialmente molto serie. L’animale era stato quindi trasferito nella struttura sanitaria Villa Electra di San Donà di Piave, dove aveva immediatamente iniziato un percorso terapeutico.
Il lungo recupero a Villa Electra
Nei primi giorni successivi al salvataggio, Bruce era rimasto quasi completamente immobile. Oltre alle ferite fisiche, mostrava evidenti segni del forte trauma subito.
I veterinari e gli operatori della struttura lo avevano sottoposto a terapie antibiotiche e antinfiammatorie, seguendone quotidianamente le condizioni. Il recupero è stato graduale e ha richiesto mesi di attenzioni, pazienza e cure costanti.
Con il trascorrere del tempo, le ferite hanno iniziato a rimarginarsi e Bruce ha lentamente riacquistato la capacità di muoversi. Prima ha ricominciato a stare in piedi, poi a camminare e infine a correre.
Oggi, secondo quanto riferito dai volontari, il cane non presenta più conseguenze cliniche riconducibili ai traumi riportati durante il maltrattamento.
Bruce ha ricominciato a fidarsi
Le ferite del corpo sono guarite, mentre quelle emotive hanno richiesto un percorso più lungo. Bruce appare ancora inizialmente diffidente quando incontra persone che non conosce, un comportamento comprensibile considerando ciò che ha vissuto.
Con il tempo, però, riesce ad avvicinarsi e a costruire un rapporto con chi gli dimostra rispetto, pazienza e attenzione. I volontari raccontano che è in grado di instaurare un legame profondo e sincero, purché gli venga concesso il tempo necessario per sentirsi al sicuro.
La famiglia adatta dovrà quindi essere consapevole della sua storia e pronta ad accompagnarlo con delicatezza in una nuova fase della vita.
La denuncia contro il precedente proprietario
In seguito al salvataggio era stata presentata una denuncia per maltrattamento di animali nei confronti dell’allora proprietario di Bruce.
Il procedimento avviato dopo i fatti ha nel frattempo consentito di completare gli adempimenti necessari e di rendere il cane ufficialmente adottabile.
Questo passaggio permette ora alla struttura di cercare una persona o una famiglia disponibile a occuparsi definitivamente di lui, garantendogli un ambiente stabile e protetto.
L’appello per evitare un nuovo trasferimento
Nei giorni scorsi Villa Electra ha pubblicato sui propri canali social un appello rivolto a tutti coloro che potrebbero essere interessati all’adozione.
Bruce resterà ancora per alcune settimane nel canile sanitario di San Donà di Piave. In assenza di una richiesta di affidamento, potrebbe essere trasferito nella struttura convenzionata di Ponzano Veneto.
I volontari sperano di evitare questo nuovo spostamento. Dopo un anno trascorso nello stesso luogo, a contatto con le persone che lo hanno curato e seguito nel recupero, il cambiamento potrebbe infatti causargli ulteriore agitazione.
L’obiettivo è trovare direttamente una casa nella quale Bruce possa ambientarsi in maniera graduale, senza dover affrontare un’altra sistemazione temporanea.
La mobilitazione dopo la sua storia
L’appello ha attirato l’attenzione di numerosi cittadini, molti dei quali ricordano ancora la vicenda avvenuta nell’aprile del 2025.
All’indignazione provocata dal maltrattamento deve ora seguire, spiegano i volontari, un gesto concreto: offrire al cane una possibilità di ricominciare.
Bruce non ha bisogno soltanto di uno spazio nel quale vivere, ma di persone capaci di rispettare i suoi tempi, comprenderne le paure e costruire progressivamente un rapporto basato sulla fiducia.
Come chiedere informazioni per l’adozione
Chi desidera ricevere maggiori informazioni o valutare la possibilità di adottare Bruce può contattare direttamente Villa Electra al numero 320 0380318.
I volontari forniranno tutti i dettagli sul carattere del cane, sulle sue esigenze e sul percorso previsto per l’affidamento.
Dopo essere sopravvissuto alle violenze, aver affrontato mesi di terapie e aver imparato nuovamente a fidarsi delle persone, Bruce attende ora una famiglia pronta ad aprirgli la porta di casa e a scrivere insieme a lui l’inizio di una storia diversa.