Burlo di Trieste, 983mila euro da Aifa per uno studio sulla malattia di Kawasaki
Il progetto del Burlo Garofolo è tra i 19 finanziati in Italia nel bando Aifa 2025 sulle malattie rare pediatriche.
TRIESTE - L’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste ha ottenuto 983.000 euro dal bando Aifa 2025 per la ricerca indipendente sulle malattie rare: il finanziamento sosterrà uno studio sulla malattia di Kawasaki e sull’uso dell’anakinra come trattamento di prima linea nei bambini. Il progetto è uno dei 19 ammessi a livello nazionale e vede il Burlo come capofila.
La ricerca punta a verificare l’efficacia del farmaco biologico anakinra, che agisce contro una proteina infiammatoria chiamata IL1, in una patologia che colpisce i vasi sanguigni, in particolare le arterie coronarie, e può provocare complicanze cardiache anche gravi.
L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha collegato il risultato al ruolo della ricerca nel sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia, sottolineando che un singolo esito scientifico può avere ricadute sull’intero servizio sanitario regionale. Per la Regione, il finanziamento premia anche il lavoro dei ricercatori e la capacità del Burlo di competere nei bandi nazionali.
Come funziona lo studio sulla malattia di Kawasaki
La cura standard della malattia di Kawasaki prevede la somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa. Tuttavia, tra il 20 e il 25% dei pazienti non risponde al trattamento, con un aumento del rischio di complicanze alle coronarie.
Secondo i risultati di studi clinici già pubblicati, l’anakinra rappresenta una possibile alternativa per ridurre la febbre e prevenire gli aneurismi. Il nuovo progetto dovrà dimostrarne la validità come terapia iniziale, valutando anche sicurezza, tollerabilità, durata del ricovero ospedaliero ed esiti clinici complessivi.
Uno degli aspetti più innovativi del protocollo riguarda il metodo di confronto: verranno utilizzati gruppi di controllo costruiti a partire da dati clinici già esistenti, analizzati anche con strumenti di intelligenza artificiale.
I centri coinvolti e la rete Incipit
A guidare il progetto è il professor Andrea Taddio, direttore della struttura di Reumatologia pediatrica e Immunologia clinica del Burlo e professore associato di Pediatria all’Università di Trieste. Alla messa a punto dello studio hanno contribuito anche il professor Gabriele Simonini, direttore della Reumatologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria IRCCS Meyer di Firenze, e il professor Marco Cattalini, responsabile della Reumatologia pediatrica dell’ASST Spedali Civili di Brescia.
I tre centri fanno parte di Incipit, la rete nazionale dedicata alla promozione della ricerca clinica pediatrica, che supporterà le attività scientifiche e operative dello studio. Il Burlo, che nelle scorse settimane è stato anche al centro del Triestina Party del Burlo Garofolo, è indicato come centro di riferimento nazionale e regionale per la diagnosi e la cura delle patologie rare pediatriche.
Perché il finanziamento è rilevante
Le malattie rare restano uno degli ambiti più complessi della ricerca clinica, sia per la difficoltà dei percorsi di studio sia per la minore capacità di attrarre investimenti, dato il numero limitato di pazienti coinvolti. In questo quadro, il finanziamento Aifa riconosce il valore scientifico del progetto e la collaborazione tra strutture specialistiche.
«Aver ricevuto quasi un milione di euro di finanziamento rappresenta un importante riconoscimento della qualità scientifica del progetto e della capacità dei centri coinvolti di collaborare per affrontare sfide cliniche complesse», ha dichiarato Andrea Taddio, responsabile scientifico dello studio, spiegando che l’obiettivo è produrre nuove evidenze utili a migliorare le opportunità di cura per i bambini affetti da questa patologia rara.
Sullo stesso piano si inserisce il commento di Anna Arbo, direttrice della Farmacia ospedaliera del Burlo e componente del direttivo Incipit, secondo cui l’ammissione nella graduatoria nazionale Aifa conferma il valore della ricerca clinica sviluppata dalla rete di professionisti dell’istituto e delle istituzioni coinvolte nel consorzio.
La direzione strategica del Burlo ha infine evidenziato che, soprattutto nel campo delle malattie rare, la collaborazione tra centri di eccellenza è indispensabile per dare risposte concrete ai bambini malati e alle loro famiglie.